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Inchiesta Tsunami

Il bianco è bianco, il nero è nero PDF Stampa E-mail
Mercoledì 12 Novembre 2008 11:08

Emozione, sdegno, rabbia, stupore, tristezza, e quante altre sensazioni, abbiamo provato ieri pomeriggio, nel salone delle bandiere di Palazzo Zanca. Chi conosce la nostra associazione, ed il nostro sito, sa che raramente esprimiamo pareri in prima persona, con taglio giornalistico; preferiamo far fare ai giornalisti il loro lavoro, mentre noi cerchiamo di fare il nostro (dovere).

 

Ma oggi è diverso. Oggi sentiamo di dover dire la nostra, perchè di fronte a ciò che abbiamo vissuto ieri, non possiamo fare altrimenti.

Lo impone la pelle d'oca che ci ha avvolto nei momenti più toccanti, lo impone la nostra coscienza.

Per questo oggi abbiamo scelto di scrivere noi, non la cronaca di quanto accaduto (quella la potete trovare qui, mentre i video sono disponibili su www.illume.it), ma le nostre idee, le nostre impressioni, ciò che abbiamo sentito dentro.

Per tutti, a parlare, è il presidente Diego Indaimo: "E' sempre piu difficile trovare qualcuno che parli di mafia facendo nomi e cognomi. Spesso le conferenze sulla mafia si riducono ad una passerella di politici e magistrati pronti a parlare del fenomeno analizzandolo in tutte le sue sfaccettature sociali e storiche cosi da renderlo quasi un fenomeno lontano da noi anni luce. Ed invece ieri tutto questo non è successo. Penso di aver assistito ad una vera conferenza, con fatti, notizie e nomi veri. Lungi dall'essere giustizialista e convinto che ogni accusa debba essere prima essere dimostrata e supportata da prove, credo che l'approccio al problema mafia sperimentato ieri sia il modo migliore per debellare questo fenomeno che ci affligge. E allora ben vengano le conferenze , gli incontri, le assemblee, ma che si parli veramente di mafia. Come ieri. "

Chi vi scrive, forse a causa della scarsa abitudine ad eventi del genere, a causa della scarsa esperienza, ieri ha pensato di trovarsi di fronte ad affermazioni, momenti, iniziative che potevano essere definite storiche.

La gente che dalla platea cercava di partecipare, cercava di manifestare il proprio pensiero, a stento tratteneva quell'onda rabbiosa derivata dall'indignazione per ciò che sentiva, per ciò che aveva dovuto sopportare, per ciò che qualcuno stava tentando di fare, alle spalle dei cittadini e delle istituzioni.

Con le dovute proporzioni, ho rivisto le famose immagini della rivolta popolare durante i funerali di Paolo Borsellino...e purtroppo mi sono detto che da allora, ad oggi, le cose non sono cambiate, se non in peggio.

E la nostra informazione ?

La nostra informazione è, nei fatti, la "Gazzetta del Sud" che oggi IGNORA TOTALMENTE quanto accaduto ieri, IGNORA TOTALMENTE la presenza del gotha dell'antimafia siciliana ed italiana, IGNORA TOTALMENTE la presenza di un segretario di partito fra i più importanti d'Italia, IGNORA TOTALMENTE le accuse circostanziate portate dai relatori.

Non una pagina, non un trafiletto, non UNA PAROLA a riguardo...VERGOGNA !

E' il momento di armarci, e partire, tutti insieme. Come a Locri il grido di battaglia era "Adesso ammazzateci tutti", è arrivato il tempo di unirci dietro un'unica bandiera, "un'unica speme" avrebbe detto Goffredo Mameli, e lottare in nome di questa, di quell'ideale di giustizia e legalità che da troppo tempo è visto come un'utopia nella nostra terra.

Sicuramente serviranno anni, probabilmente decenni, forse generazioni intere, ma se resteremo uniti, se lotteremo, giorno dopo giorno, nessuno potrà fermare la nostra lenta ma inesorabile rivolta.

Il titolo del pezzo è una frase tratta dal discorso di Fabio Repici, che forse rappresenta nel modo migliore ciò che è il nostro vero obiettivo. Che finalmente la luce illumini il bianco tanto da renderlo splendente e senza macchie, e che la stessa luce faccia risaltare quel nero, marcio, puzzolente, cancerogeno che ha infestato anche gli ambienti che più candidi dovrebbero essere, da troppo tempo ormai...troppo.

Quella luce, siamo noi.

 

Energia Messinese