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a cura di Giusy Genovese
Abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e abusivismo edilizio queste le accuse formulate dai sostituti procuratori della repubblica di Barcellona P.G Michele Martorelli e Francesco Massaro, per la particolare valenza dell'inchiesta è stata firmata anche dal procuratore capo Salvatore De Luca. Stiamo parlando di una lottizzazione " illegittima ed abusiva" , approvata nel luglio 2004 dal consiglio comunale di Terme Vigliatore in contrada "pizzicarì". Alcuni proprietari di terreni confinanti chiesero di poter usufruire, anch'essi del progetto,al rifiuto del Comune, assistiti dall'avv. Antonino Branca, denunciarono i fatti alla Procura,che aprì il procedimento assegnandolo al Dr. De Feis, successivamente trasferito.
Nel dicembre del 2005 il consiglio comunale fu sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata,insediatasi la commissione straordinaria, uno dei primi atti fu l'annullamento della lottizzazione. Le ditte lottizzanti fecero ricorso al Tar di Catania che nel giugno 2008 emise sentenza favorevole al comune per la violazione dell'art. 20 delle norme di attuazione del piano regolatore.
Dalla chiusura delle indagini preliminari sono stati notificati 35 avvisi di garanzia al Sindaco Bartolo Cipriano, all'epoca dei fatti era capogruppo della maggioranza consiliare, al sindaco pro tempore Nicolò Gennaro, oggi Assessore alla cultura, all'ex presidente del consiglio ed attuale consigliere di minoranza Giovanni Torre al progettista della lottizzazione Vito Aliquò che ricopriva anche la carica di consigliere; ai consiglieri dell'epoca Santo Buglisi,Carmelo Cicero, Domenico Mirabile, Molino Giuseppe oggi consigliere, Claudio Recupero oggi Assessore al bilancio e finanze;ai componenti della commissione edilizia Francesco Bonomo, Francesco Buglisi, Salvatore Crisafulli, Sebastiano Mazzeo, Salvatore Settineri e Giuseppe Torre; al dirigente dell'area tecnica Vincenzo Torre. Avvisi di garanzia anche per i 19 titolari della lottizzazione. Situazione diversa si trova l'attuale presidente del consiglio Domenico Munafò che nel 2004 ricopriva la carica di vicesindaco, era presente durante la votazione in consiglio comunale pur essendo uno dei proprietari per lui l'accusa e anche di falsità in concorso in atto pubblico per una falsa attestazione dichiarata in un atto notarile. Al vaglio degli inquirenti anche un incarico per un parere legale.
"Sembra che, stanti le palesi illegittimità tecniche e procedurali, sia stato avviato il procedimento per l'annullamento in autotutela di alcuni piani di lottizzazione che vedono interessati ex amministratori rimossi e consiglieri sciolti sia come progettisti che come titolari dell'iniziativa edilizia...." Questa frase fa parte di un documento politico che Adolfo Parmaliana quale segretario dei Ds pubblicò nell'agosto del 2006, è uno dei fatti per cui Domenico Munafò difeso dall'avv. Felice Recupero (genero di Salvatore Papa raggiunto anch'esso da avviso di garanzia,in quanto proprietario) presentò querela per diffamazione.
Poi la Procura rinviò a giudizio Adolfo Parmaliana, è a tutti noto il tragico epilogo,forse senza la querela e il rinvio a giudizio questa storia non sarebbe venuta alla luce.
Fonte: www.messinaweb.tv |