|
Lavorazione di inerti Sequestrato un impianto |
|
|
|
|
Sabato 29 Maggio 2010 07:56 |
|
a cura di Leonardo Orlando
Terme Vigliatore. Torna in primo piano la questione del rischio ambientale provocato dalla presenza nell'alveo del torrente Patrì di impianti industriali per la lavorazione degli inerti. Ieri mattino i carabinieri della compagnia di Barcellona hanno ultimato le operazioni di sequestro preventivo dell'area di un cantiere estesa per circa 20 mila metri quadrati, ubicata nell'alveo del Patrì, in territorio di Terme Vigliatore.
Il cantiere posto sotto sequestro è fornito di un impianto di frantumazione e lavaggio di inerti, con annessa area di stoccaggio della sabbia e della ghiaia destinate all'edilizia. Sotto sequestro è finito anche un impianto di depurazione industriale per inerti, con vasche di decantazione per i fanghi alluvionali. Il sequestro è il frutto di un'azione sinergica dei militari dell'Arma, affiancati per l'occasione dai colleghi del Noe di Catania, dai funzionari dell'Arpa, dagli ispettori del 5ø Dipartimento Ufficio politiche energetiche e tutela dell'Ambiente della Provincia regionale, dai Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro e dagli ispettori dell'Unità operativa di controllo e vigilanza dell'Asp 5 di Messina. Gli impianti industriali e l'area di stoccaggio e di lavorazione degli inerti finiti sotto i sigilli, appartengono alla ditta "Torre Srl" di cui è amministratore Giovanni Torre di Terme Vigliatore. Gli stessi impianti sottoposti a sequestro appartenevano in passato alla "Co.ge.ca. srl" di Buemi e Torre, società questa in via di liquidazione. Secondo un comunicato stampa emesso dal Comando provinciale dell'Arma, tra le irregolarità che sarebbero state riscontrate dai carabinieri nel corso dei controlli, vi sono, oltre al deturpamento ed il danneggiamento di bellezze naturali, la gestione di rifiuti in violazione di prescrizioni tecniche; la realizzazione di discarica abusiva e miscelazione di rifiuti pericolosi; lo scarico nell'alveo ed in una saia da cui viene attinta acqua a scopo irriguo per le colture ivi impiantate, di acque reflue provenienti dal processo di lavoro in assenza di autorizzazioni. Rilievi sono stati effettuati per la sicurezza sul luogo di lavoro. Infatti in fase di ispezione è stato acquisito il dato sullo stato dei luoghi ed il funzionamento degli impianti. La società proprietaria del cantiere è stata inoltre diffidata ad esibire la documentazione mancante, al fine di poter valutare la sussistenza di presunti illeciti di natura amministrativa e penale. In una parte dell'area sequestrata sarebbe stata rilevata la presenza di depositi di fanghi provenienti dalla decantazione delle acque di lavorazione e cumuli di rifiuti speciali miscelati con altri pericolosi.
Fonte: Gazzetta del Sud del 29 maggio 2010 |