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Inchiesta Tsunami

Lo specchio PDF Stampa E-mail
Sabato 20 Dicembre 2003 00:00
a cura di L' osservatrice

Osservo questo mio paese che rantola, come al volgere della vita, é strano sta morendo per l’indifferenza dei suoi cittadini. Chiunque abbia un malessere, di qualsiasi genere curabile e non, subito incomincia a sottoporsi ad ogni genere di cure già sperimentate e sé è il caso anche sperimentali pur di guarire. In questo caso no! Forse si è convinti che non è affare nostro? Non funziona nulla, è un paese ombra. Nessuno vede. Si dice che è governato, ma da chi? Allora, rifletto e scovo che nel passato Terme Vigliatore era il paese più apprezzato fra i comuni limitrofi, ed invidiato, per la sua posizione geografica, per le sue spiagge, per le sue colline e le acque termali.
La Ciappazzi era considerata la piccola Fiat di questo comune, ed era ricorrente la frase "HA PRESO IL POSTO ALLA CIAPPAZZI". Anche se ero piccola, dell’orgoglio di questo paese sono piene le stanze della mia memoria. Se venti anni fa il nostro paese fosse stato lecitamente amministrato, oggi sarebbe un modello per una Sicilia martoriata dall’incapacità di essere onesti.
Come si è potuto e si è ancora oggi indifferenti a questo scempio? Cosa abbiamo inculcato ai nostri figli per farli diventare ombre di se stessi, come si può assistere al nostro fallimento di genitori e di cittadini? I genitori sono coloro che si prodigano per il futuro dei figli, ma il futuro cos’è? Far studiare un figlio con grande sacrificio per poi farlo emigrare, al Nord se va bene oppure Svizzera, Germania ecc.
No cari cittadini il futuro è valorizzare la nostra terra, crearlo qui, perché nel nostro comune le risorse ci sono e sono così tante che ad elencarle tutte ci vorrebbe un giornale intero! Vi auguro di riflettere su queste poche parole, cercate di far parte di questo paese non come spettatori, ma come attori, poiché nessuno dei nostri amministratori si alza al mattino e cerca di fare l’interesse della cosa pubblica. Siamo noi tutti a dover controllare i nostri interessi, perché il nostro paese è morto,perché i nostri figli laureati devono emigrare o elemosinare metà dello stipendio di un assessore.
Perché si è così sordi e ciechi di fronte a chi vuole un paese amministrato da chi ha amore per lo stesso, per chi ha delle nuove idee di rilancio? Sembra quasi che ci sia un muro anche se non di mattoni, tra chi vuol fare e chi si limita a guardare. E dunque pongo una domanda: Non possiamo o non vogliamo? Nel primo caso tutto è possibile! Nel secondo è una certezza!