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Barcellona anno zero PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Febbraio 2006 00:00
Era il novembre del 2001 quando grazie ad un plebiscito di rare proporzioni il sindaco Nania veniva eletto a palazzo Longano ottenendo la fiducia del 87 % degl’elettori barcellonesi. Chi gode di buona memoria ricorderà l’enorme quantità di promesse fatte alla vigilia di quel voto. Si prometteva il cambiamento , si apostrofava la giunta Speciale come la peggiore possibile e si chiedeva ai cittadini la fiducia ad una classe dirigente che avrebbe sicuramente fatto riemergere Barcellona dal baratro in cui (secondo loro) era caduta. Sono passati esattamente quattro anni da allora e quel cambiamento tanto sbandierato non c’e’ stato. Anzi, questa amministrazione ha avuto la capacità di azzerare quanto di buono era stato fatto dalla precedente giunta, riuscendo nel difficile compito di riportare la città ad un periodo di degrado che speravamo finalmente aver lasciato alle nostre spalle. Una giunta incapace, non solo nell’elaborare un progetto di sviluppo a medio e lungo termine per Barcellona, ma negligente anche in quella che dovrebbe essere l’ordinaria amministrazione,prova eclatante è il degrado che senza distinzione investe tutta la città. Nulla e’ stato fatto nel promuovere la legalità come valore fondante di una comunità di cittadini, che rispettano le leggi perché consapevoli della loro utilità per il bene comune. Le continue promesse di fondi che dovrebbero arrivare dal governo nazionale continuano a restare un miraggio che periodicamente ci viene riproposto sugli organi di stampa, ingenerando così nella cittadinanza e nei giovani l’illusione di una possibilità occupazionale che in realtà viene rinviata di mese in mese, di anno in anno di legislatura in legislatura. Il nostro illustre senatore Nania in campagna elettorale assicurava che una Barcellona amministrata dal centrodestra avrebbe potuto meglio ottenere i fondi dalla regione e dal governo centrale; a tutt’oggi la politica del centro destra nazionale ha incentrato le politiche di sviluppo privilegiando il nord “padano” e trasformando il sud in un serbatoio di voti e clientelismo. Le conseguenze di questa cattiva amministrazione sui giovani barcellonesi sono evidenti e drammatiche: senso di impotenza, aumento dell’abbandono scolastico, mancanza di luoghi di aggregazione e di confronto, e a tutto questo si aggiunge il problema dell’emi+grazione intellettuale, le nuove generazioni emigrano in massa verso le grandi città del centro-nord, la nostra città perde energie e si impoverisce sempre di più.
La nostra comunità sta vivendo una crisi d’identità profonda, la disillusione verso una classe politica e dirigente che in questi anni ha sacrificato l’interesse collettivo in favore di quello strettamente personale, ha generato nella gran parte della popolazione barcellonese una sfiducia e una disillusione generale nei confronti di una reale possibilità di cambiamento. Tuttavia le ragazze e i ragazzi della sinistra giovanile ritengono che proprio la gravità della situazione imponga a tutti noi una maggiore presa di coscienza su quelli che sono i nostri doveri di cittadinanza, questa città può essere cambiata solo con un “ritorno all’impegno” da parte di tutti e in favore di una Barcellona diversa. La città che vogliamo è una città ordinata, dove ogni cittadino rispetti le più basilari regole di convivenza civile. La città che vogliamo è una città che non sia divorata dal traffico ma una città ecologica dallo sviluppo sostenibile. La città che vogliamo è una città che si fermi ad ascoltare i disagi e le esigenze di quella parte debole della nostra comunità, vicina a quelle persone che soffrono di handicap che gli impediscono di usarla. Una città multirazziale che instauri un dialogo continuo con quelle comunità che provengono da paesi diversi e faccia in modo che diventino parte attiva della nostra collettività. Una città dove sia possibile vivere liberi e libere di giorno e di notte,illuminata e sicura,che sviluppi un vero e proprio sistema di spazi pubblici a disposizione di tutti.La città che vogliamo è una città-polis che affermi un reale diritto di cittadinanza per tutti e per tutte. Ci battiamo ogni giorno per questo e continueremo a farlo.

Carmelo Catalano
Segretario Sinistra Giovanile Barcellona p.g