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a cura di C. Lesina
Viaggiare a ritroso nella memoria non è sempre un esercizio piacevole, soprattutto quando dai nostri ricordi emergono immagini piacevoli, che ci obbligano a confrontarle con quelle che abbiamo sotto gli occhi. Il nostro Comune l’ho visto nascere:era bello, aveva una buona dote. Poteva offrire, ai tanti che venivano a visitarlo, tanto benessere, oltre ad essere un bell’esempio di vivibilità. Tempi che furono. E il tempo passa e non sempre lascia dietro di sé cose piacevoli. Il progresso, quel mostro inarrestabile che se ben gestito lascia dietro di sé tanto benessere, con noi non è stato tanto generoso. Come tutti i neonati, anche il nostro paese è stato affidato a delle balie, che man mano che si sono succedute, vuoi per incapacità o solo per personale opportunismo, lo hanno fatto crescere nel peggiore dei modi, fino ad arrivare ad oggi, dove le immagini messe a confronto risultano irriconoscibili. Il paese che oggi ci ritroviamo è stato cancellato, derubato della sua identità, squarciato, ferito, ha perso la sua bellezza, la sua ricchezza, la sua moralità, i suoi valori e lasciato morire nella totale omertà dei suoi cittadini. C’è un detto, che dice, che ogni popolo ha i governanti che merita…noi quanto ci ritroviamo in questo detto? Suppongo che se avessimo l’ onestà e la capacità di un’ autocritica senza giustificazioni, ci troveremmo tutti colpevoli. Colpevoli di essere stati conniventi, assenti, indifferenti a tutto quello che succedeva attorno a noi, concentrati sui nostri egoismi, sui nostri individualismi e così facendo, con la nostra apatia si è avverato il disastro. I “DS” di Terme Vigliatore, grazie al prodigarsi del loro leader, hanno denunciato tutto questo in vari modi, purtroppo però nella totale indifferenza sia dei cittadini che delle istituzioni e tutti coloro che hanno la verità sotto gli occhi, che partecipano direttamente e non all’evidente disastro, ci accusano di "catastrofismo", continuando a sostenere ciecamente amministratori incapaci, che del loro personale opportunismo fanno la loro professione, auto elargendosi immeritati stipendi, tartassando i cittadini e raddoppiando i contributi per dei servizi inesistenti o scadenti. Di tutto questo i cittadini che li hanno sostenuti possono rendersene conto sulla propria pelle. E’ arrivato il momento di dire “Basta!”, non possiamo subire sempre le colpe di quellescelte fatte in base ad accordi sotto banco e a promesse effimere. Non possiamo più affidare la vivibilità del nostro territorio a quegli amministratori che per i loro personalissimi interessi hanno ridotto il nostro comune allo stato attuale. Per risorgere abbiamo bisogno di persone portatrice di valori, di capacità amministrative, di onestà e di rispetto verso i cittadini che danno loro fiducia. Una comunità ben amministrata, che funziona bene, è l’orgoglio dei propri cittadini. E noi per non sentirci mai più colpevoli dobbiamo riappropriarci di ciò che ci appartiene.
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