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Inchiesta Tsunami

Fabio Repici replica all' ANM di Messina PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Ottobre 2008 00:00

09 Ottobre 2008


La Giunta distrettuale dell' Associazione Nazionale Magistrati nella giornata di ieri ha diramato un volantino chiedendo all'avvocato Fabio Repici di fare nome e cognome dei magistrati che fecero pressioni su di lui.
L' avvocato Fabio Repici, ricordiamo essere, il penalista messinese impegnato, come parte civile, nei più importanti processi di mafia.


Nel volantino si legge:" accuse tanto gravi quanto indiscriminate nei confronti dell’intera magistratura messinese.... La Giunta ritiene che tali accuse siano severamente lesive della reputazione di tutti quei magistrati del distretto che quotidianamente svolgono il loro lavoro con abnegazione, sacrificio, onestà e senso del dovere.

La Giunta ritiene altresì doveroso invitare l’avvocato Repici a denunciare presso le competenti autorità giudiziarie i nomi di quegli esponenti della magistratura messinese che avrebbero esercitato nei suoi confronti indebite pressioni. E’ dell’intera magistratura messinese l’interesse affinché venga chiarito se al suo interno taluni si siano macchiati di condotte illecite.
In assenza di siffatta doverosa specificazione le accuse dell’avvocato Repici non costituiscono nulla di più di una gratuita denigrazione che colpisce tutti i magistrati del distretto inficiando irreparabilmente la fiducia dei cittadini nei confronti della istituzione giudiziaria"

Fabio Repici replica: "A differenza dei magistrati – ivi compresi gli autorevoli componenti della giunta messinese dell’Anm – non sono un pubblico ufficiale e, quindi, non avrei obbligo di denuncia. Pur tuttavia, in più di una sede ho da molto tempo denunciato ciò che la Giunta (mostrando pregiudiziale e infondata sfiducia nei miei confronti) vorrebbe denunciassi domani.

Sono abituato a fare i nomi, e non solo sui manifesti affissi ai muri di Palazzo Piacentini, come purtroppo è capitato spiacevolmente con il mio all’interno del comunicato dell’Anm
.

Spiacevolmente: perché rischia di apparire agli occhi dei lettori (magari al di fuori della volontà degli autori del comunicato) come una lista di proscrizione, circoscritta peraltro a una sola persona.

Non è per amor di polemica, ma sarei ben lieto che l’Anm messinese, già distintasi per aver elogiato pubblicamente il magistrato responsabile della scarcerazione di un ergastolano per decorrenza termini, si applicasse anche ad analizzare ciò che non funziona (e che negli ultimi decenni non ha funzionato) nella giustizia messinese e, ove trovasse qualcosa del genere, ne facesse pubblica denuncia, avendo manifestato essa “l’interesse affinché venga chiarito se al suo interno taluni si siano macchiati di condotte illecite”.

Io, comunque, sono ben disponibile a soddisfare la curiosità dell’Anm, sicché, ove i componenti della giunta distrettuale lo ritenessero, sono pronto a riferire anche a loro i fatti (purtroppo innumerevoli) a mia conoscenza sul “rito peloritano”.