a cura di G.GenoveseIn una giornata, di quest’ inverno freddo che attanaglia l’Italia, ascolti il telegiornale, sperando che il metereologo di turno dica: “quest’ondata di freddo sta per cessare...”. Questo ti aspetti tornando a casa dopo un lungo giorno di lavoro; ed invece tutti titolano “ Crack Parmalat: la società ha un buco di miliardi d’euro… ” allora stai lì, tra lo sbigottimento e l’incredulità, è pensi ai lavoratori, ch’issa che fine faranno,(visto l’alto tasso di disoccupazione che stravolge l’Italia ), ma non ti fermi solo a questo, i prodotti, che fanno parte della nostra vita quotidiana, dal latte ai succhi di frutta alle migliaia di cose che noti quando entri in un supermercato, ovunque ti giri in qualsiasi reparto c’è Parmalat. Diventa argomento di discussione per giorni, ma non immagini che il piccolo stabilimento vicino casa tua, che da anni ha problemi di sopravvivenza, sia anch’ esso coinvolto in questo mega crack.Ex - Ciappazzi, perché così che da anni è chiamata per la sua non più produttività, ma che un tempo imbottigliava la miglior acqua minerale naturale, fosse stata acquistata da Parmalat. Nel Maggio 2002 il sig. Callisto Tanzi attraverso la società "Cosal srl" ( inattiva da tre anni! ) rilevò la "Ciappazzi", del gruppo dell' imprenditore Giuseppe Ciarrapico. “… Emerge da una relazione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato alla quale l' 11 gennaio 2002 la Cosal srl inviò l'incartamento per il via libera all'acquisto della società. Dal provvedimento d' esame n. 10399 dell' Autorithy ( 7 febbraio 2002 ) risulta che il capitale sociale della Cosal, con sede legale a Rende (Cosenza), era detenuto per 0,5 % dalla “ Gfa srl ” e per il 99,5 % dalla “ Pescal srl ”, " facenti capo, si legge nel documento, alla famiglia Tanzi che controlla il gruppo Parmalat. In sede di verifica della compravendita l' allora Garante, Marco D'Alberti, sottolineava che " la Cosal non ha svolto alcuna attività nell’ultimo triennio" e quindi "non ha realizzato alcun fatturato per l' anno 2000 ". " Tuttavia, aggiungeva, il fatturato consolidato realizzato nel 1999 dal gruppo Parmalat, è stato di circa 6,3 miliardi d’euro, di cui circa 1,5 mld realizzati in Italia"….” Di conseguenza l'acquisto della Ciappazzi da Ciarrapico a Tanzi, entra nelle cronache giudiziarie di questi giorni, e ci entra, innanzi tutto, perché Tanzi racconta ai giudici che l'acquisto dell'azienda siciliana gli sarebbe stato sollecitato dall'allora Banca di Roma. Tanzi cita,in particolare,l'attuale presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, dice di essere stato " costretto " all' acquisto " ad un prezzo elevatissimo rispetto al valore reale". Geronzi, replica: " Tanzi, aveva necessità di chiudere la vicenda Ciarrapico e mi chiese di contribuire a tale chiusura. Il prezzo fu determinato dalla Banca di Roma e noi, di fatto, non potemmo aprire una trattativa seria...". Morale della favola, il solito scarica barile tra loro, ma agli operai dalla Ex Ciappazzi, in tutti questi incartamenti, bugie, ci ha pensato qualcuno? Capisco che sono solo 47 miseri operai, in confronto alle centinaia, che lavorano in altri stabilimenti. Ma sono pur sempre 47 famiglie che si trovano senza un lavoro, che sicurezze no né dava, ma che permetteva loro di sfamare i loro figli nell’attesa e nella speranza, che qualcosa potesse succedere da un momento all’altro ( in positivo!!! ). A tal proposito i Democratici di Sinistra, scrivono una lettera aperta, rivolta:
Ai LAVORATORI della COSAL (ex-Ciappazzi)
e p.c.
Ai Responsabili Provinciali della FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL
Al Sindaco ed agli Assessori Comunali di Terme Vigliatore
Alla Deputazione Regionale e Nazionale della Provincia di Messina
Ai Cittadini di Terme Vigliatore.....
Nella quale manifestano la loro solidarietà ai lavoratori, alle famiglie, coinvolte in questa difficile vertenza che si è aperta per riconquistare il loro posto di lavoro.
Comprendono il disagio, il trauma e le conseguenze che questa vicenda lascerà in ognuno di loro. Consapevoli che ognuno di noi debba fare la propria parte, propongono, quanto segue, cito testuali parole: “ …. I Democratici di Sinistra propongono all’ Amministrazione Comunale, alle Forze Politiche, a tutti i Cittadini di istituire un fondo di solidarietà per i Lavoratori della Cosal che da tre mesi non ricevono il loro salario così da poter affrontare con minori disagi questi giorni difficili e poter sostenere le spese che le iniziative di lotta comportano. Chiediamo al Sindaco ed a tutti gli Assessori di contribuire all’istituzione di tale fondo con almeno quattro mensilità della loro indennità di carica (si tratta di almeno Euro 11.360 per il Sindaco ed Euro 5112 per ogni Assessore) ed a tutti i cittadini di contribuire almeno con una somma simbolica corrispondente ad una giornata di lavoro….” Spero che questa proposta sia presa in considerazione dagli organi interessati, perché questo dramma non riguarda solo i lavoratori dell’ ex-Ciappazzi, delle loro famiglie ma tutti noi, la storia del nostro Paese. Io sono giovane e lo splendore della Ciappazzi lo so per sentito dire, dalle persone anziane,quando loro parlano della Ciappazzi, osservando i loro occhi, celano nostalgia, rimpianto per un tempo che fu, per Terme Vigliatore.
Mi chiedo; perché a noi giovani deve essere negato tutto ciò?
La Ciappazzi se amministrata in modo corretto, poteva diventare una vera fabbrica, poteva incrementare il lavoro, poteva permettere a noi giovani di lavorare nelle nostre case, anziché cercare lavoro altrove.Questo non è stato fatto, ma non bisogna abbattersi, perché lottando tutti insieme possiamo fare sì, che la Ciappazzi ritorni pian piano al suo vecchio splendore.
L’unione fa la forza !!!