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a cura di S. Morreale Al mondo ci sono delle donne che stentano a veder riconosciuti i loro diritti:diritto alla salute, allo studio, al lavoro, alla vita stessa. Lottano ogni istante della loro vita per sopravvivere, per mangiare, per allevare i loro figli. Donne che non possono mostrare il loro viso, non possono indossare scarpe con tacchi alti, non possono tingersi i capelli se lo vogliono, non possono indossare un vestito rosso.Donne che non si dipingeranno mai le dita, perché qualcuno gliele taglierebbe. Donne ancora bambine (anche in Europa) che saranno mutilate, con riti crudeli, che metteranno a rischio la loro integrità, negando loro dignità. A noi occidentali sembrano delle baggianate, perché siamo riusciti ad ottenere molto, esiste la parità dei sessi, sulla carta, perché purtroppo non è sempre così. Donne a cui non manca il coraggio, la forza e la volontà di lottare per cambiare le cose. Donne che non viene riconosciuta la dignità d’essere umano e neanche l’opportunità di vivere come tale. Ma che origine ha questa festa? Vi sono delle versioni diverse e contrastanti, soprattutto per date, secondo alcuni l’8 Marzo del 1857 centinaia d’operaie di New York scioperarono per la prima volta contro le inumane condizioni di lavoro, ma lo sciopero venne represso con la forza della polizia.Secondo altri l’origine della festa risale al 1908 (1911) quando, alcuni giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’ industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’ 8 Marzo, il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 ( 146 ) operaie all’ interno morirono arse vive dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. Questo triste accadimento, ha dato vita negli anni successivi ad una serie di celebrazioni che i primi tempi era circoscritta agli Stati Uniti, e avevano come unico scopo il ricordo dell’ orribile fine fatta dalle operaie morte nel rogo della fabbrica. Successivamente venne diffusa a livello mondiale diventando il giorno simbolo delle associazioni femministe, il simbolo delle vessazioni che le donne hanno subito nel corso dei secoli, ed il punto di partenza del loro riscatto. Ai nostri giorni la festa delle donne è molto attesa soprattutto dai fiorai che in quei giorni vendono mazzetti di mimosa, simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, dai ristoranti che vedono il loro introito lievitare, magari nessuno di loro ricorda l’origine di questa ricorrenza. Insomma il consumismo ha preso il sopravvento sull’origine di questa celebrazione. Fu l’ UDI ( Unione Donne Italiane ) a scegliere come simbolo la mimosa, in quanto il giallo esprime vitalità, forza e gioia; il giallo rappresenta il passaggio dalla morte alla vita e ricorda le donne che si sono battute per la nascita di un mondo giusto.
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