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Martedì 12 Ottobre 2004 00:00 |
a cura di I. Aronica
E’ ricorrente nel mondo universitario imbattersi in una disciplina più ardua del solito che, vuoi per la copiosità del materiale didattico oppure per la pignoleria da parte di un docente, porta il disperato studente, magari non propenso allo studio come diversi altri, a rasentare l’esaurimento nervoso. Questo perché? Io non lo so! Infatti per mia esperienza personale vi posso dire che tutto il nervosismo per l’avvicinarsi della fatidica data, l’ amarezza per non essere riuscito ad ultimare il programma di studi, le notti perse sui testi che sembrano esprimersi in una lingua diversa dalla tua, sono tutte baggianate. Non sono matto! Il fatto è che il problema non sussiste. In poche parole: una materia non è altro che una materia. Se la studi la sai se non la studi prova un po’ ad indovinare? “E poi se non prendo la materia?” Ma che volete che sia. Prima o poi ci sarà un altro appello. “E se il voto mi rovina la media?” Non importa. Ma sostanzialmente bisogna considerare un dato di fatto. “Ormai ho fatto l’esame.” La materia è scritta sul libretto e possiamo andare tutti a festeggiare. E mi pare che su questo siamo tutti d’accordo.
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