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a cura di G. Genovese Anni ed anni di chiacchiere su questo famoso ponte che si dovrebbe realizzare sullo Stretto di Messina; ormai balzato alle cronache giornaliere per la sua imminente costruzione, sembra. Un'opera grandiosa, immensa, unica al mondo, ( il primato del ponte più lungo a campata unica, fin ad ora, è del Giappone;1.990 metri Akashi - Kaikyo, realizzato nel 1998 ), che porterà ricchezza, risollevando il turismo al Sud, poiché verrebbe gente da tutto il mondo a visitarlo; risparmio di tempo nella traversata ( 2 ore di risparmio per i treni, 1 ora per il traffico su gomma ).Sono state fatte varie trasmissioni, sul ponte, da tutte le parti si parla delle opere mitigative che verranno realizzate, dell'occupazione che il ponte porterà, 40.000 posti di lavoro per almeno sei anni ( dopo? ), tempo previsto per la realizzazione, del grande lavoro ingegneristico, hanno lavorato a questo progetto più di 100 professori ed ingegneri ( di fama mondiale ), le uniche perplessità sollevate, dai conduttori di turno; l'impatto ambientale, se il ponte sarà più o meno bello da vedere, se rovinerà l' habitat natura di centinaia di specie che transitano nello stretto ogni anno, problema ampliamente sollevato dagli ambientalisti di tutto il globo; se reggerà a scosse sismiche, visto che lo stretto e considerata zona di rischio, basta pensare al 1908, quando Messina e Reggio Calabria furono rase al suolo da un maremoto. Insomma, a parte queste scaramucce, un elogio vero e proprio!Ma se le cose stanno così! perché nella sponda siciliana e in quella calabra si sono fondati i fronti del SI ! e del NO ! al ponte? Perché proprio il Sud, che dovrebbe beneficiare dell'opera, si è spaccata su due fronti?. Vivendo a Messina è inevitabile respirare l'aria dell'incertezza, della non consapevolezza di ciò che comporta il ponte. Per appagare la mia curiosità, sono andata ad ascoltare la voce, che non viene mai fatta ascoltare da nessuna parte, ma che a Messina, come nella sponda Calabra, è molto forte,il fronte del NO!! Mi aspettavo una vera e propria campagna elettorale, contro la politica che vuole il ponte, con mia grande sorpresa, positiva, ho assistito ad una campagna informativa sul ponte, con particolare attenzione alla fase concreta, la costruzione. Con parole semplici, comprensibili anche all' orecchio di un bambino, hanno spiegato con l'apporto di documentazione ufficiale, che significa ponte alle persone che vivono tra i due laghi di Ganzirri, ove saranno collocate le torri e il blocco d'ancoraggio; persone che sconoscono i dettagli del progetto preliminare e della canterizzazione, la società Stretto di Messina SPA ( ha pensato bene di pubblicizzare il progetto a New York, Londra e Tokyo ),non ha mai discusso con essi dei costi e dei benefici, dei pregi e dei difetti dell'opera, del destino dei loro sacrifici per costruirsi una casa, una vita. Visto dalla città il Ponte, è un " illustre sconosciuto " utilizzato, fin ora, per creare sogni ed illusioni. L'ufficio tecnico del comune conclude la sua relazione: " L' opera così come prevista nel progetto preliminare - con gli interventi ed i relativi finanziamenti limitati al manufatto e ai collegamenti strettamente necessari - non può integrarsi con il tessuto urbanistico esistente ". A che serve ? - A chi serve ?
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