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Area artigianale, c'è la parola fine PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Novembre 2006 00:00
a cura di A. Parmaliana

La Commissione straordinaria del comune di Terme Vigliatore con la delibera n. 195 del 24/10/06 ha annullato in autotutela la delibera del Consiglio Comunale con la quale era stato approvato un Piano attuativo della Zona D1 del PRG per realizzare l’area artigianale e la successiva convenzione stipulata con il Consorzio Nuova Terme. La Commissione Straordinaria - suffragata dai pareri della Commissione Edilizia Comunale, di legali e dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente - ha rilevato una serie di irregolarità procedurali, difformità e contraddizioni. Il Consorzio non aveva la disponibilità del 51% dell’ area da espropriare ed invocava l’attuazione di una procedura di acquisizione dei terreni che presupponeva il possesso di tale requisito. Si trattava di una variante totale delle prescrizioni esecutive del Prg che doveva concludersi con un provvedimento esplicito dell’ Assessorato Territorio e Ambiente, mentre con un semplice ed illegittimo atto deliberativo si voleva rendere efficace l’ approvazione del progetto. E' stata invocata illegittimamente la dichiarazione di pubblica utilità. Sono stati rilevati contraddizioni tra lo schema di convenzione allegato alla delibera 48/04 e la convenzione sottoscritta il 9/03/05 (tempi di esecuzione di lavori, ammontare delle superfici interessate, garanzia fideiussoria) . Era stato, addirittura, attribuito all’ area da espropriare un valore di 7 Euro al mq mentre il Prg approvato nel 2002 prevede per la stessa area un valore di 61,97 Euro al mq. Insomma una vicenda inquietante ed inquinante per il prestigio delle istituzioni a tal punto da indurre la Commissione Straordinaria a determinarsi con «un provvedimento in autotutela al fine di evitare un pressoché certo e cospicuo esborso di denaro pubblico senza titolo» sottolineando che «esiste il rilevante interesse pubblico al ripristino della legalità». Della vicenda Centonove se n’è occupato nelle edizioni del 3/2, 17/2 e 26/5/06. I servizi hanno reso noto che il Presidente della Repubblica aveva sciolto il Consiglio Comunale di Terme Vigliatore per “le iniziative spregiudicate intraprese dalla stessa compagine amministrativa per condurre in porto rilevanti operazioni economiche , come quella che ha riguardato la realizzazione dell’ Area artigianale. La vicenda….è connotata da maldestri tentativi messi in atto dall’ amministrazione, verosimilmente per avvantaggiare i soggetti cointeressati all’operazione (si ricorda che tra i soci del consorzio Nuova Terme vi sono imprenditori, amministratori locali e soggetti collegati a esponenti mafiosi), di acquisire a condizioni economiche estremamente vantaggiose, anche con riguardo ai costi di espropriazione e urbanizzazione, un’ area di circa mq 80.000». A fronte di questo vulnus che stimola indignazione e commiserazione per tutti quei politicanti, cortigiani, funzionari comunali, faccendieri, para-professionisti che risulteranno essere coinvolti in questa sporca vicenda, causa-effetto di un assoluto degrado istituzionale, è doveroso qualche commento. Quando il 3 febbraio scorso. Centonove pubblicò il primo articolo sull’ argomento, chi scrive fu oggetto di minacce, violenze verbali ed istigazioni nel corso della riunione della Direzione della Federazione DS di Messina. Qualcuno mi accusò di pubblica delazione e forse di mancato rispetto del patto costitutivo (???) tra i dirigenti del partito per aver dato informazioni a Centonove. Lo stesso giornale titolava “L’ operazione diventa rossa: i DS locali denunciavano ma a Messina accettavano gli incarichi di progettazione”. C'è stato chi invocava provvedimenti disciplinari. Qualcun altro ha dichiarato dopo che all’epoca della costituzione del Consorzio non vi era nulla che facesse prevedere lo scioglimento del Consiglio. Ma il tempo, come sempre, è il dominus della verità.