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Terme Vigliatore: accordi, illegalità e affari a danno dei cittadini e del prestigio del Comune PDF Stampa E-mail
Venerdì 04 Agosto 2006 00:00

Una nutrita squadra di affaristi, vassalli, tecnici di comodo, legali “double o triple face”, compari, amministratori rimossi, consiglieri sciolti, fiancheggiatori del malaffare, ladri di pentole, inventori di falsi incidenti e conniventi vari, all’indomani del Decreto del Presidente della Repubblica del 23 Dicembre 2005 -che ha disposto lo scioglimento

del Consiglio Comunale e la rimozione degli Organi Amministrativi del Comune di Terme Vigliatore per ingerenza della criminalità organizzata – gridò allo scandalo, manifestò sconcerto e disprezzo per tale provvedimento, molti con sicumera affermavano che il TAR di Catania avrebbe prontamente sospeso l’efficacia del Decreto del Presidente della Repubblica stante la carenza di motivazioni.Tanti si assicuravano vicendevolmente sulla reimmissione in possesso del loro feudo e sulla imminente prosecuzione dell’allegra e spensierata gestione del Comune. I fatti sono andati diversamente: Il TAR con ordinanza del 18 Maggio 2006 ha rigettato il ricorso - proposto da alcuni ex Amministratori e Consiglieri Comunali - che è risultato essere carente sotto il profilo del “fumus” di fondatezza ed insostenibile sotto il profilo del danno grave ed irreparabile alla luce della comparazione degli interessi pubblici coinvolti. Pare che i ricorrenti - forse delusi o forse arresi di fronte all’evidenza dei fatti ed alla superiorità della legge - abbiano financo rinunciato ad appellarsi al Consiglio di Giustizia Amministrativa.


Dopo questa definitiva bocciatura molti Consiglieri sciolti ed Amministratori rimossi sono scomparsi dalla piazza intuendo l’avvento di una stagione poco propizia al loro “modus agendi” ed avvertendo il crescente malcontento della cittadinanza che giorno dopo giorno acquisisce consapevolezza sulla negatività e sui danni diretti ed indiretti, individuali e collettivi causati da una sciagurata gestione amministrativa che ha procurato arretratezza, debiti, disoccupazione, illegalità diffusa e perdita di prestigio dell’istituzione comunale.

I Democratici di Sinistra, sin dalla richiesta di intervento del Ministro degli Interni e della Commissione Antimafia del settembre 2004, hanno seguito con grande attenzione e fiducia il percorso istituzionale avviato dal Prefetto di Messina a marzo 2005.

Quando definivamo “Terme Vigliatore: La patria dell’illegalità” o quando sintetizzavamo le vicende politico-amministrative sotto il titolo “Storia di un pantano protetto” o quando spiegavamo che si trattava di una vicenda istituzionale e non politica che richiedeva interventi immediati, alcuni attori di quel pantano, gli architetti del malaffare e i loro accoliti tentavano di discreditarci per aver “osato” chiedere l’intervento dello Stato, per avere esposto palesi illegalità alle Autorità Istituzionali ed all’Autorità Giudiziaria. I fatti ci hanno dato ragione su tutto il fronte.

Una imponente organizzazione parapolitica si è dissolta. I Democratici di Sinistra hanno avuto ragione – sia sotto il profilo politico che sotto il profilo etico e della responsabilità civile - hanno cercato lo Stato e lo Stato ha dato una risposta vera, forte, una risposta di garanzia rimuovendo gli organi amministrativi che avevano determinato condizioni tali da favorire l’ingerenza della criminalità organizzata nella gestione del Comune ed insediando al loro posto una Commissione Straordinaria costituita da alti Dirigenti dello Stato.

La gestione amministrativa di Terme Vigliatore degli ultimi 10 anni ha lasciato la città nel caos, nei debiti, nell’arretratezza, ha privato la comunità di diritti e prerogative fondamentali. E’ stato venduto financo il prestigio del Comune e la potestà del territorio ricorrendo alla formula bizantina del concordato. Che vergogna!

Ci piacerebbe sapere se ancora oggi l’On.le Genovese, Sindaco di Messina e Dirigente Regionale della Margherita, è nelle condizioni di trovare argomentazioni e motivazioni politiche per difendere l’operato di una compagine che alla luce dei fatti accaduti sembra non essere difendibile.
L’immagine diretta di questo disastro è desumibile dalla laconica relazione allegata al Bilancio di Previsione 2006 ” …l’attività amministrativa per l’anno 2006 è finalizzata al ripristino della legalità nella gestione dell’Ente…..”. La Commissione Straordinaria, insediatasi a gennaio ’06, in questi primi 6 mesi di attività ha affrontato alcune vicende particolarmente “delicate”, citate peraltro nella relazione allegata al Decreto di scioglimento del Consiglio Comunale. Questa attività, sebbene ancora nella fase iniziale, sta già evidenziando intrecci, cointeressenze e compartecipazioni politiche, accordi ed affari orditi in danno di cittadini onesti, artigiani ed operatori economici laboriosi che ignari di tutto debbono pagare il prezzo salato dell’incompetenza, della protervia e della pretesa impunità di alcuni mercanti della politica.

Il parere della Commissione Edilizia su alcune spregiudicate iniziative in materia di lottizzazioni, l’epilogo della vicenda dell’area artigianale, la revoca degli atti di gara del servizio di assistenza domiciliare agli anziani ed ai portatori di handicap, l’approvazione nei termini canonici degli strumenti finanziari per l’esercizio corrente, fatti registratisi nelle ultime settimane, documentano l’avvio di una nuova stagione nella gestione amministrativa del Comune.

Più volte articoli di stampa hanno richiamato i profili di illegittimità che caratterizzano la vicenda dell’area artigianale peraltro attenzionata anche dal Ministro degli Interni. La Commissione Straordinaria, gli Uffici Comunali e la Commissione Edilizia Comunale hanno ritenuto immanenti e rilevanti le irregolarità formali e sostanziali degli atti amministrativi e progettuali. Il Responsabile dell’Area Tecnica ha avviato il procedimento per l’annullamento in autotutela della Convenzione e di tutti gli atti ad essa collegati.

Abbiamo già manifestato e rinnoviamo ancora una volta tutta la nostra solidarietà ed il nostro sostegno agli artigiani che risultano essere danneggiati, senza alcuna colpa, da irregolarità, errori, illegittimità e irresponsabilità che in atto stanno impedendo loro di acquisire un’area e di realizzare una struttura per la loro attività. Di altre basse questioni e di altri bassi soggetti preferiamo non parlarne.

Ci farebbe piacere comunque sapere se ancor oggi l’ex Consigliere Aliquò ha la stessa determinazione per difendere la regolarità tecnica ed amministrativa dell’iter, come ha fatto su Centonove del 17 febbraio 2006, visto che pare abbia chiesto esplicitamente agli Organi Comunali di verificare la legittimità del progetto dell’area artigianale proposto dal Consorzio di cui forse fa parte qualche suo familiare.

Sembra che, stanti le palesi illegittimità tecniche e procedurali, sia stato avviato il procedimento per l’annullamento in autotutela di alcuni piani di lottizzazione che vedono interessati ex amministratori rimossi e consiglieri sciolti sia come progettisti che come titolari dell’iniziativa edilizia. Peraltro, qualche ex amministratore rimosso, coinvolto in tali lottizzazioni ha partecipato all’Autorità Giudiziaria la vicenda biasimando anche la Commissione Straordinaria per non aver rimosso il Funzionario preposto.

Sono evidenti l’imperizia ed il disagio del tale: perché non ha promosso la rimozione del Funzionario quando era in carica? Aveva evidenze di danno per la comunità e non è intervenuto? Perché sollecita la rimozione solo ora?

Queste vicende sono emblematiche di quanto necessaria ed urgente fosse l’opera di bonifica istituzionale.
Alcuni, considerato che Terme Vigliatore è adagiata sul mare, credevano che l’estate non dovesse mai finire, e invece di colpo a giugno-luglio è arrivato l’autunno e …. potrebbe arrivare presto anche l’inverno.

Noi Democratici di Sinistra crediamo nella volontà di riscatto dei Cittadini di Terme Vigliatore, nella loro integrità morale, nella loro comprensione di queste inenarrabili vicende e ci spenderemo con tutte le nostre energie per creare una grande alleanza tra partiti, associazioni, cittadini e imprenditori che dia un governo democratico alla Ns. Città assicurando sviluppo, benessere, concordia, democrazia, modernità ed il risveglio del civico orgoglio.

( IMGPress.it 04/08/2006 )