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Ecco perché lascio i Democratici di Sinistra PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Giugno 2007 00:00

Terme Vigliatore, 8 Giugno 2007

On.le Piero Fassino
Segretario Nazionale dei
Democratici di Sinistra
ROMA

Oggetto: ….ecco perché lascio i Democratici di Sinistra

Caro Fassino,

ho deciso di lasciare i Democratici di Sinistra e da questo momento mi sento libero da ogni vincolo associativo con il Partito nel quale ho militato dal 1999 ad oggi ricoprendo gli incarichi di Segretario dell’Unità di Base “M. D’Antona” di Terme Vigliatore (ME) per oltre 7 anni, Componente della Direzione della Federazione DS di Messina e più recentemente Membro del Comitato di Reggenza della stessa Federazione.

Mi sono iscritto al PCI nel 1981 e da allora fino ad oggi ho tentato di contribuire all’affermazione dei valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e progresso.
Ancora oggi non riesco a spiegarmi le ragioni che stanno determinando la costituzione del Partito Democratico: è una scelta, una strategia che a me appare illogica, immotivata, anacronistica e conservatrice. Sembra una scelta subita, una metamorfosi alla quale i DS devono sottoporsi per volere di altri, per cancellare la loro matrice culturale e la loro genesi ideologica.

Che illogicità! Perché abbiamo dovuto svendere in forma subalterna un patrimonio di idee/conquiste/valori accumulato in 50 anni?

Il Partito Democratico probabilmente nasce per ragioni di governabilità, per costituire un forte blocco in grado di governare con maggiore stabilità il Paese. Questo è un principio utilitaristico che i miei riferimenti politico-ideali ed il mio glossario politico non conoscono. Purtroppo, ahimè, anche i DS negli ultimi anni hanno perseguito sempre più una strategia che ha privilegiato la governabilità ed il compromesso politico, rispetto alle scelte di campo.

Il Ns. Partito ha disatteso negli ultimi anni molti impegni - assunti solennemente - nel campo della lotta alla mafia, per l’affermazione della legalità, quale valore primario per la democrazia e la libertà di un Paese, e della questione morale, quale fattore primario per alimentare la fiducia dei cittadini nella classe politica. Questi temi oggi non sono più tra le priorità della politica dei DS.

Si registra una preoccupante crescita di coinvolgimenti di esponenti DS in vicende illecite ed in fatti di “mala politica”: non possiamo più rivendicare la Nostra diversità rispetto agli altri Partiti e la Nostra superiorità in termini di concezione etica della politica.

Negli ultimi 15 anni siamo stati al Governo per oltre 8 anni. É vero che la frammentazione e la litigiosità del quadro politico e le maggioranze risicate non hanno favorito la Ns. azione di Governo, comunque dobbiamo riconoscere di non essere stati in grado fino in fondo di dare una spinta forte, propulsiva e caratterizzante ai Governi di cui abbiamo fatto parte.

Su questo fronte credo che sia mancata e manchi una necessaria riflessione ed analisi critica.
Apprezzo molto la Tua abnegazione ed il Tuo impegno a difesa del ruolo e delle prerogative del Partito inteso come una forza politica che mai si deve identificare con il Governo di coalizione di cui fa parte. Ma debbo constatare la poca attenzione, a volte la sottovalutazione e/o il disinteresse, che Tu, e più in generale la Direzione del Partito, ha manifestato quando dalla base si segnalavano fatti e vicende che sono indice di malessere profondo e grave crisi del Partito e quindi della Sua immagine e della Sua politica.

Mi sono rivolto a Te nel lontano Aprile 2003 (all.1) per chiedere un impegno maggiore da parte Tua, e quindi della Direzione Nazionale, per rigenerare la vita democratica ed organizzativa del Partito nella Federazione di Messina storicamente dominata da un gruppo che ha fatto della gerontocrazia, del familismo e dell'appartenenza al gruppo le sue uniche direttrici di azione.

Questo gruppo, buono per tutte le stagioni, che non si fa scrupoli di ricollocarsi all’interno delle logiche congressuali del Partito, anche in funzione delle intese e/o accordi con altre forze politiche, opera nella logica di governare l’esistente, di gestire la quota parte di potere assegnato, di non scomodare i potenti e di non osare alcunché per tentare di cambiare il quadro politico di riferimento. Dopo alcune settimane ho risollecitato un Tuo intervento (Maggio ’03, all.2).

A Novembre 2004 (all.3) Ti ho ulteriormente rappresentato la necessità di prendere coscienza della condizione di degrado della situazione politica e della vita democratica del Partito nella Federazione di Messina.

A Febbraio 2006 (all.4) Ti ho messo al corrente di un grave episodio di minacce e violenze che ho subito durante una riunione della Direzione Provinciale da parte di alcuni soggetti, eufemisticamente chiamati Dirigenti Politici del Partito, che la stampa aveva sbeffeggiato perché nel mentre i DS erano impegnati a far sciogliere il Consiglio Comunale di Terme Vigliatore per ingerenza della criminalità organizzata, obiettivo centrato a Dicembre 2005, essi erano coinvolti in vicende “non sempre lecite”, come risulta dai fatti emersi successivamente, con l’Amministrazione Comunale “inquinata”.

A fronte di tali segnalazioni, io non ho mai ricevuto da Te una riga di riscontro, assenso o non condivisione. Il silenzio più assoluto. Che dire? Un Partito che non ascolta la base è un Partito destinato ad una involuzione democratica. Quando non si interviene per ristabilire le regole e per ripristinare la credibilità di un Partito, quel Partito è destinato a svolgere un ruolo subalterno.

Il deficit di credibilità ed immagine dei DS a Messina raggiunge il diapason a Dicembre 2006 quando il Corriere della Sera mette alla berlina il Ns. Partito che è risultato essere coinvolto, anche ai massimi livelli, in un affaire di consulenze/nomine/assunzioni senza concorso nell’ATO Rifiuti ME3. Assunzioni che hanno riguardato tralaltro Dirigenti del Partito e/o loro familiari, non sempre indenni da gravami giudiziari ancora pendenti, amministratori di Società Consortili, consulenti orali, segretari politici di mattina e consulenti di pomeriggio, insomma una macedonia siciliana caratterizzata da elementi diessini doc. Ne hanno parlato i giornali per settimane.

Anche Tu ne sei al corrente. Io, per il tramite di un Compagno, Ti ho recapitato un plico con documenti e rassegna stampa relativi a tali fatti. Negli anni precedenti altre vicende poco edificanti avevano riguardato alcuni esponenti dei DS.

Nella Federazione DS di Messina ci sono da risolvere problemi di questione morale e conflitti d’interesse grandi quanto il Colosseo. Ciò è noto al Partito ma tutto tace! Sono stati utilizzati cariche e ruoli per realizzare altre finalità che nulla hanno a che vedere con le ragioni della politica e del buongoverno.

Come sai contribuiamo all’Amministrazione della Città di Messina con ben 3 Assessori, mentre abbiamo eletto solo 2 Consiglieri Comunali: uno ci ha lasciato dopo qualche mese per questioni di nomine e di potere, l’altro, “unico superstite”, dopo aver ricevuto tante angherie e vessazioni dalla lobby dominante, qualche settimana addietro Ti ha scritto una lettera per denunciare i fatti sopra richiamati ed è sul punto di lasciare il Partito. È l’occasione buona affinché Gian Antonio Stella possa scrivere sul Corriere un altro articolo dal titolo “I DS a Messina: una squadra di generali senza truppe”.

Qualche mese addietro, in occasione del Congresso Regionale del Partito, ho proposto alla platea congressuale l’odg “Legalità, Questione Morale, Codice Etico e Rappresentanza Democratica" (all.5) che è stato approvato all’unanimità. Nei giorni successivi l’ho inviato ai Dirigenti Regionali del Partito affinché si attivassero per la Sua applicazione.

Come puoi immaginare non è accaduto nulla. Quel documento è rimasto un foglio di carta a futura memoria che mai dovrà produrre alcun effetto.
Io ero certo che tale Codice Etico non sarebbe stato mai attuato in Sicilia, né dai DS, né dalla Margherita e/o dall’Unione. Ne avevo consapevolezza, ma ho inteso regalare ai DS ed al Partito Democratico, a futura memoria, il tratto distintivo del mio impegno politico e della mia idealità.

La Sicilia è una terra in cui la mafia, l’illegalità e gli affari sono fattori integranti del sistema politico: i DS in Sicilia non vogliono compiere scelte di discontinuità, non vogliono rischiare di essere estromessi dal quadro politico consolidatosi negli anni .

Vivo questo momento e questo passaggio con molta amarezza e con indubbie difficoltà. Non si lascia con leggiadria, a cuor leggero e/o con atti formali un Partito nel quale ci si è identificati ideologicamente, un Partito al quale sono stati dedicati oltre 25 anni di battaglie, risorse e impegno civile per raggiungere obiettivi e conquiste per l’emancipazione e la modernizzazione di un Paese, di una Regione, di realtà locali ancora oggi dominate da lobbies politico-affariste che a volte sono supportate dalla criminalità organizzata e dalla mafia dei colletti bianchi che si annida in importanti istituzioni ed apparati dello Stato.

Per questo Partito, per la Sua affermazione, ho trascurato a volte la famiglia, gli affetti e le amicizie. Ma questo impegno ormai è alle spalle: il mio Partito, e ciò che esso diverrà, non è molto interessato a questi temi, è tempo di lasciare ogni illusione.

Oggi mi sento deprivato della mia casa ideale e del mio luogo politico di riferimento. É come se i Compagni che hanno deciso di aderire al Partito Democratico avessero demolito la casa nella quale abbiamo vissuto ed agito insieme. É una grande sofferenza.

Io continuerò il mio impegno civile e politico per contribuire al progresso della Società nella quale vivo ed opero. Non so ancora se aderirò a qualche Partito, comunque continuerò a battermi – spero con nuove energie, passioni e stimoli - per affermare i valori e le idealità della sinistra. Tra il governare, costi quel che costi, e la supremazia dei valori ideali preferirò sempre la seconda opzione.

Chi ha partecipato ai comizi ed ai funerali di Enrico Berlinguer, chi ha vissuto il travaglio positivo dell’evoluzione PCI/PDS/DS, mantenendo ferma la sua posizione non lascia a cuor leggero, né sbatte la porta o rinnega la Sua storia e le Sue idee.
La mia attività politica nel PCI, e dopo nel PDS e nei DS, mi ha aiutato molto nella vita e nel lavoro, questo impegno mi è servito a maturare esperienze ed a confrontarmi con donne e uomini ricchi di valori e di idee.
Attraverso la Tua persona esprimo la mia gratitudine verso tutti i Compagni con i quali ho vissuto questa parte importante e ricca della mia vita.

A Te ed al Partito Democratico auguro tante affermazioni e tanti successi e Ti assicuro che non vivrò questo distacco né con acredine, né con superiorità ideologica, bensì con la serenità dettata dal principio “opus est”.

Io continuerò a remare per la sinistra!

Un abbraccio affettuoso

Adolfo Parmaliana

Allegati
1) e-mail 29 aprile 2003 “Ti prego di aiutare il Ns. Partito”
2) e-mail 13 maggio 2003 “Ti prego di aiutare il Ns. Partito”
3) lettera 28 novembre 2004 “Vogliamo garantiti i nostri diritti di iscritti ai DS”
4) lettera 7 febbraio 2006 “Minacce, violenze verbali ed offese nel corso della riunione della Direzione Provinciale”
5) 15 aprile 2007 odg “Legalità, Questione Morale, Codice Etico e Rappresentanza Democratica”