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Inchiesta Tsunami

Relazione dei Deputati PDF Stampa E-mail
Venerdì 09 Aprile 2004 00:00
Il disegno di legge presentato dal gruppo parlamentare all' A.R.S. vuole introdurre nella nostra regione una misura volta a constatare la povertà e l' esclusione sociale. Fenomeni, purtroppo, endemici in Sicilia, aggravati dall'attuale congiuntura economica sfavorevole. La povertà e l' esclusione sociale, con le conseguenze drammatiche che determinano sulla condizione di tante persone, non sono il retaggio di una situazione di arretratezza tipica delle zone economicamente depresse. I processi di trasformazione dell'economia, la non corrispondenza tra aumento della produttività e dell' occupazione, le crisi settoriali, anche nelle realtà più sviluppate, producono nuove esclusioni e nuove povertà. Mentre il sistema di protezione sociale che, nel nostro Paese, già non include i disoccupati di lunga durata e gli inoccupati, non riesce a fronteggiare i fenomeni di esclusione prodotti dalla precarizzazione del lavoro e dall'espulsione dalle attività lavorative. Il contesto sociale sommariamente richiamato meriterebbe un intervento organico da parte dello Stato, anche per assicurare uniformità di tutele per tutti i cittadini. La mancanza di normativa nazionale, dopo la sospensione della sperimentazione avviata in alcune aree del reddito di inserimento, pone la necessità di un intervento a livello regionale. A maggior ragione, in una realtà come quella siciliana, caratterizzata da numerose aree ad elevato rischio sociale, da tassi di disoccupazione e di inoccupazione, soprattutto femminile, elevatissimi ( come documentano i dati dei principali istituti di statistica e dei centri di ricerca economica e sociale ). Questa proposta di legge vuole colmare una lacuna del sistema di protezione sociale, sottrarli ad ogni forma di ricatto, aiutarli nell'inserimento sociale e lavorativo. Questi obiettivi hanno una particolare pregnanza soprattutto in quelle aree, purtroppo numerose in Sicilia, segnate dalla presenza della criminalità di stampo mafioso. Il disegno di legge prevede per le famiglie anagrafiche con reddito annuo inferiore a 5.000 euro una erogazione monetaria di 350 euro mensili per nucleo familiare e misure di sostegno alla scolarità ed alla formazione; interventi di politiche attive del lavoro, l' accesso gratuito ai servizi sociali e socio - sanitari, agevolazione nei trasporti pubblici, l'inserimento nelle attività culturali e il concorso alle spese di affitto. La gestione delle erogazioni è assicurata dai comuni sulla base di un regolamento approvato dall'Assemblea regionale siciliana, su proposta della Giunta regionale, sentita la Conferenza Regionale - Autonomie locali. Il complesso degli interventi proposti, rivolti a tutti i residenti in Sicilia da almeno sessanta mesi, vuole rendere effettivo l' esercizio del diritto di cittadinanza, in linea con i principi della Costituzione italiana e della Carta di Nizza. L'istituzione del reddito di cittadinanza, oltre a soddisfare esigenze fondamentali di solidarietà e di sicurezza sociale, è coerente con le indicazioni dell' Unione europea che, in numerosi documenti, ha riaffermato la centralità ( come del resto già avviene in quasi tutti i Paesi europei ) nelle politiche di sicurezza sociale, della continuità del reddito, considerata uno strumento efficace di contrasto alla stagnazione economica e di sostegno ai consumi.