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La funzione delle ATO rifiuti in Sicilia: il foraggio di una squallida classe di politicanti PDF Stampa E-mail
Sabato 17 Febbraio 2007 00:00
a cura di A. Parmaliana

La Sicilia è una regione assediata dalla disoccupazione e dominata dall’ansia di riscatto di tanti giovani e di tutti coloro che hanno deciso di operare e vivere in un’isola nella quale la legalità, la trasparenza e il coraggio di schierarsi contro tutte le mafie stentano ad affermarsi.

La Sicilia è oggi purtroppo dominata da una consorteria politica, a volte trasversale a tutti gli schieramenti, che coglie ogni occasione per assaltare l’erario pubblico e le risorse finanziarie destinate dall’ Unione Europea per progetti di sviluppo al fine di ricavare spropositati vantaggi economici e patrimoniali.

Questa terribile realtà non è decifrabile in termini politici. Occorre avere il coraggio di affermare che il Centrosinistra laddove ha potuto non sempre ha dato segnali dissonanti, non sempre ha fatto registrare punti di discontinuità. Purtroppo il cuffarismo rischia di diventare una religione politica totalizzante.

Non servono convegni, dichiarazioni gratuite, interviste di politici buoni per tutte le stagioni affacciati alle balconate del Palazzo dei Normanni, nè sfruttare i riflessi del lustro di qualche figura simbolo che ha i geni dell’antimafia nel proprio DNA per darsi un ruolo, una funzione nella battaglia per il risorgimento e il rinnovamento della Sicilia.

Ci vuole altro, ci vogliono fatti concreti, ci vuole il coraggio di cambiare, ci vuole l’autonomia e l’autorevolezza per poter indicare ai siciliani la strada alternativa. Credo che sino a oggi il Centrosinistra non abbia ancora maturato a pieno questa visione e per tale ragione l’opinione pubblica stenta a cogliere differenze tangibili nei comportamenti politici dei due schieramenti. Un esempio emblematico di questo sistema politico, che a partire dalle forme più nefaste di clientelismo rischia di aprire le porte alla ingerenza e quindi al condizionamento/controllo delle istituzioni democratiche da parte delle forze del malaffare e quindi della mafia, è la vicenda riguardante la gestione degli ATO Rifiuti.

Una lettura attenta dei fatti registratisi nelle ultime settimane è assai utile. L’ Assemblea Regionale ha votato una norma che riduce gli ATO Rifiuti in Sicilia da 27 a 14. I Sindaci della fascia tirrenica del messinese, confluenti nell’ATO ME 2, dopo aver bucato per 2 volte l’elezione degli organi amministrativi, insorgono contro l’ATO ME 2 di cui sono soci di diritto e titolari di fatto addebitando alla Società affidataria del Servizio l’esosità dei costi di gestione e le carenze del servizio medesimo. Tutte le ATO nell’imminenza della loro decadenza formale si sono affrettate ad assumere a tempo indeterminato dei lavoratori titolari di contratto determinato senza alcuna procedura concorsuale pubblica ponendo oneri perpetui a carico della collettività.

L’Amministrazione Comunale e il Consiglio Comunale di Messina, per evitare l’emulazione dell’ATO ME 3 da parte di altre società a partecipazione pubblica in materia di assunzioni senza concorsi e senza titoli, hanno deliberato un regolamento ad hoc. Alcuni Deputati Regionali presentano un’interrogazione urgente per chiedere la verifica della regolarità delle assunzioni deliberate dall’ ATO AG 2, altri Deputati Regionali tacciono di fronte a un’analoga fattispecie operata dall’ ATO ME 3. Il Corriere della Sera dedica un paginone dal titolo “Il Comune assume figli e parenti. Messina e il gioco del posto fisso”. Alcuni buontemponi messinesi si nascondono dietro le liane sperando che passi presto la burrasca addebitando al foglio locale una campagna denigratoria contro l’amministrazione comunale e le sue realtà periferiche.

Tutta una farsa, il solito gioco delle parti, la solita coltre di polvere antincendio sparsa con l’obiettivo di ingannare il cittadino e fregare/sfregare il compagno. La realtà è altra e richiede una diversa capacità d’analisi rispetto a quelle sin oggi manifestate, una diversa autorevolezza politica e una diversa levatura etico-politica rispetto a quella esposta in questi giorni.

Per naturale distacco dai fatti consumati nelle acque basse di una politica deteriore evito di entrare nel merito di fatti specifici, mi limiterò a porre alcuni interrogativi e qualche valutazione conclusiva auspicando che su IMG Press - il luogo di incontro d’ elezione di coloro che si intendono battere contro tutte le mafie e per la legalità e il progresso della Sicilia (ovviamente Vi prego di accettare questo giudizio con il beneficio di inventario in quanto qualcuno ora si mobiliterà per scoprire che il Direttore di IMG Press, poiché pubblica notizie scomode, riceve finanziamenti occulti dalla CdL) si possa attivare un ricco confronto di opinioni. Ma torniamo agli affari ATO Rifiuti.
Mi domando e Vi chiedo:

1) Come mai la Regione Sicilia si è accorta dell’elevato numero di ATO dopo 5 anni dalla loro istituzione e dopo che per 5 anni sono stati pagati lautamente (3.000-7.000 euro al mese) consigli di amministrazione di 7-11 membri che hanno prodotto solo passività, debiti e nessun risultato in termini di razionalizzazione e qualità del servizio di raccolta e smaltimento dei Rifiuti?

2) Qualche Partito si è sottratto all’accaparramento dei posti in quota parte al proprio peso politico in questi ATO e nel sottobosco a essi collegato?

3) Il rappresentante di qualche Partito virtuoso per amore di patria e per non appesantire gli oneri a carico dei cittadini ha rinunciato integralmente o in parte ai suoi lauti emolumenti?

4) I membri di tali CdA sono stati nominati dopo aver esperito una procedura a evidenza pubblica confrontando i loro curricula e le loro competenze professionali in relazione al ruolo amministrativo e/o tecnico che andavano a ricoprire?

5) Qualche Partito virtuoso ha mai pensato di vincolare le indennità di questi figliocci politici che hanno occupato i CdA e gli altri ruoli tecnici e amministrativi al raggiungimento degli obiettivi societari? Nulla, nulla, nulla, nulla! Poi in una notte di mezzo inverno si scopre che non sono stati raggiunti gli obiettivi della raccolta differenziata, che le ATO costano molto, che sarebbe necessaria una finanziaria regionale per saldare i debiti che hanno accumulato in questi anni e quindi tutti virtuosi e ligi si impegnano per trovare una forma edulcorata per fare pagare ai siciliani il conto delle abbuffate pantagrueliche bipartisan.

E’ questa la mala politica siciliana. Qualche altro interrogativo. Ma un CdA e una pletora di dirigenti tecnici e amministratori, con e senza delega, eletti e/o nominati per spartizione politica potrebbero mai adottare criteri di oggettività, di attenta verifica delle attribuzioni professionali e delle competenze quando arruolano consulenti e consiglieri? Il degrado non può che produrre degrado.

I Sindaci che oggi insorgono contro la GESENU a cui la ATO ME 2 ha affidato tanti servizi, si sono forse preoccupati all’atto dell’affidamento di tali servizi che la GESENU assumesse senza soluzioni di continuità i loro clientes che operavano nelle cooperative cui loro stessi avevano negli anni affidato il servizio raccolta Rifiuti prima dell’attivazione degli ATO? Ma come si può pensare di vestire contemporaneamente i panni del lupo e dell’agnello? Queste sono le storie di Sicilia. Ma in Sicilia nessuno ormai si meraviglia e/o si indigna più di niente!

Questo è l’effetto drogante della politica siciliana. Ma bisogna deliberare un regolamento comunale per stabilire che le assunzioni presso gli enti pubblici e i consorzi di enti pubblici debbano avvenire mediante pubblici concorsi? Ribadirlo non è una burla per i cittadini? Deliberarlo dopo aver assunto senza concorso a carico dell’erario pubblico 27 persone non è un reato di ordine etico? L’etica non viene prima dell’ordinamento giurisdizionale e delle logiche della politica?

Se le Amministrazioni Comunali di due città come Catania e Palermo costituissero un consorzio di pubblici servizi, dovrebbero dopo deliberare un regolamento per stabilire che le assunzioni in questo consorzio dovranno essere fatte per pubblico concorso? Catania e Palermo nell’ atto un cui costituiscono il consorzio debbono temere la perdita delle loro prerogative e dei loro obblighi giuridici come enti pubblici? Potrei continuare ma rischierei di combattere contro un uomo immorale in fuga che è la mala politica.

Credo che i fatti qui richiamati siano alquanto eloquenti: gli ATO Rifiuti in Sicilia hanno costituito generalmente il foraggio di una squallida classe di politicanti che ha tentato di insediare alla guida di CdA e organi tecnici ed amministrativi - che avrebbero dovuto rendere una risorsa economica l’attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti - una pletora di portaborse, autisti, consigliori, anestesisti, compagni di cordata e mediatori politici (con l’ovvio e dovuto rispetto per le attribuzioni professionali di tali categorie e per la dignità del loro lavoro) con l’obiettivo di mungere la vacca sin quando essa è in grado di assicurare anche poche gocce di latte. Noi crediamo che i Siciliani non abbiano più bisogno di questa mala politica.

E’ ora di cambiare. E’ il momento che ognuno dichiari da che parte intenda stare senza doroteismi e opportunismi. Non ci si può indignare in privato e fare spallucce quando si è in presenza del dominus.

Adolfo Parmaliana

Segretario dell’ Unità di Base “M. D’ Antona” dei
Democratici di Sinistra di Terme Vigliatore
Membro della Direzione Provinciale DS di Messina

(Pubblicato su IMGPress.it in data 19/02/2007)