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L'iter della lottizzazione tra le cause dello scioglimento del consiglio. I ds locali denunciavano ma a Messina accettavano gli incarichi di progettazione
di Gianfranco Cusumano
Terme Vigliatore Tra le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell'amministrazione di Terme Vigliatore c'é stata anche l'iter della realizzazione dell'area artigianale. Un iter travagliato che vede protagonisti - per il momento esclusivamente sotto l'aspetto politico - esponenti della Margherita ma anche degli stessi Ds che hanno promosso lo scioglimento dell'amministrazione Gennaro "per ingerenze della criminalità".
Il progettista dell'area artigianale è l'architetto Mariano Tornatore, dirigente diessino di Messina; il geologo chiamato a fare gli studi sul terreno è Massimiliano Silvestro, figlio dell'ex onorevole Gioacchino; a prendere parte alle riunioni è l'avvocato Marcello Scurria, componente della segreteria ds provinciale, in qualità di consulente legale del consorzio "Nuova Terme", già consulente del sindaco Cipriano con numerosi incarichi conferiti dal comune . A presiedere il consorzio è, invece, Luigi Bruno Crisafulli, con un passato di attivista nel partito di Fassino; il suo vice è Sebastiano Aliquò, figlio di Vito, già assessore e consigliere della Margherita. A far parte del cda anche Carmine Costantino, cugino del consigliere di maggioranza Carmelo Costantino (Margherita). Tra i soci del consorzio "Nuova Terme" vi era Angela Mancuso, moglie dell'assessore in carica Filipponeri Squadrito (Margherita) dimessosi successivamente, e Rosaria Cipriano, sorella dell'ex assessore Antonino Cipriano. Un modo per frenare l'ondata di esposti presentati da Adolfo Parmaliana, il segretario del circolo ds intitolato a Massimo D'Antona? Lo stesso docente universitario non lo esclude. «Quando non ci si può contrapporre sul piano dei principi e della legalità - dice - si ricorre a tutti i mezzi, anche a quelli meschini e dell'adescamento economico. Quante imboscate sono state tese alla sezione della quale sono segretario - sospira - qualcuno di questi soggetti interessati all'iniziativa dell'area artigianale ha addirittura tentato di cancellare con un colpo di mano la sezione e 6 anni di battaglie». Parmaliana non vuole fare di tutta l'erba un fascio. E difende l'iniziativa dell'area artigianale che potrebbe aiutare decine di imprese. «Il partito dei Ds si è contrapposto con forza a questo sistema politico amministrativo degenerato a Terme Vigliatore - continua -Lo documentano le prese di posizione della Federazione e dei vertici regionali e nazionali. I singoli professionisti, seppur dirigenti di partito, sono liberi di assumere gli incarichi che gli vengono proposti, ma rispondono personalmente delle loro azioni. Certo avrebbero fatto bene ad agire con cautela visto gli esposti pubblici dei ds dal contenuto inequivocabile ». La relazione del Ministero degli Interni definisce l'iter dell'area artigianale una "iniziativa spregiudicata", "connotata da maldestri tentativi messi in atto verosimilmente per avvantaggiare economicamente, con riferimento ai costi di espropriazione e di urbanizzazione dell'area interessata, i soggetti cointeressati all'operazione". Viene evidenziato, inoltre, "che tra i soci del consorzio vi sono amministratori locali e soggetti collegati ad esponenti mafiosi". Ma andiamo per ordine. Il 16 dicembre 2003 è stato stipulato un protocollo d'intesa tra il comune e il presidente del consorzio "Nuova Terme" che riunisce gli artigiani del comprensorio. Con il fine di acquisire e urbanizzare un'area in zona Franchini- San Biagio di 80 mila metri quadrati, tramite piani di lottizzazione convenzionati. A firmare l'atto costitutivo sono Salvatore De Pasquale e Tindaro Di Pietro (falegnameria Derudi); Domenico Munafò e Luigi Torre (Italvetro); Carmelo Natale Calabrò (omonima impresa); Felice De Natale (Sicil System srl); Salvatore Foti (omonima impresa); Carmelo Celi (omonima impresa); Sebastiano Aliquò (Futura Italia snc); Michele Molino (imbianchino); Fortunato Munafò (Autocarrozzeria F.lli Munafò); Luigi Bruno Crisafulli (Falco srl di Barcellona); Nunziato Giuseppe Torre (muratore di Castroreale); Carmine Costantino (Corama srl); Nino Salvatore Caccamo (Global Edim di Furnari); Domenico Calabrò (meccanico di Barcellona), Giuseppe Cifò (autotrasportatore). A presiedere la società vengono scelti Luigi Bruno Crisafulli, il vice Sebastiano Aliquò e tesoriere Carmine Costantino. Secondo la commissione prefettizia che ha studiato gli atti per redigere la relazione inviata al ministero (sulla vicenda ci sono indagini in corso della magistratura), "l'affaire" consisterebbe nel fatto che il consorzio avrebbe chiesto al comune di espropriare l'area, impegnandosi a riconoscere un prezzo inferiore al valore di mercato (7 euro al mq invece di 60 come previsto dal prg). Se la pratica fosse stata portata a conclusione, sarebbe stato il comune a dovere soddisfare i costi superiori lamentati dai proprietari con grave danno per il bilancio municipale. Infatti il consorzio voleva fornire garanzie fidejussorie fino a 526 mila euro, mentre sarebbe stata necessaria una garanzia ben superiore. I proprietari delle aree espropriate, infatti, hanno presentato una serie di ricorsi alla delibera del consiglio comunale 48/2004. L'amministrazione, nel frattempo, aveva sollecitato il settore Urbanistica, a disporre del possesso dell'area. Ma l'ufficio ha chiesto al consorzio di controdedurre ai ricorsi (non risultano agli atti le repliche) e poi all'ufficio tecnico erariale di stabilire il valore dell'area. Poi è arrivato lo scioglimento del comune.
(Pubblicato su Centonove in data 3/2/2006)
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