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Terme Vigliatore A due anni dallo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose. Insoluti il problema della stazione carabinieri e il nodo Ferrovie. Il dott. Enrico Galeani, vice prefetto, in servizio alla prefettura di Catania, ieri si è uffficialmente insediato al Comune. È stato designato a presiedere la commissione straordinaria ministeriale al posto del prefetto Pietro Ucci, dimissionario per motivi di salute. Detta commissione, della quale fanno tuttora parte la dottoressa Carmela Petrolo e la dottoressa Rosamaria Monea, era stata nominata circa due anni fa (23-12-2005) a seguito dello scioglimento degli organismi comunali (sindaco, giunta e consiglieri) per presunte «ingerenze della criminalità organizzata». Al dott. Galeani il compito di condurre questo Comune alle prossime elezioni amministrative di primavera. Al prefetto Pietro Ucci che lascia il Comune dopo quasi due anni di reggenza abbiamo rivolto alcune domande: – Ci può indicare alcuni problemi prioritari che non ha avuto il tempo di risolvere? «Soprattutto la caserma dei carabinieri. Provvisoriamente abbiamo istituito un ufficio di prossimità, fornendo una stanza nello stesso municipio, ai militari che giornalmente, per alcune ore, sono a disposizione dei cittadini e per far notare la concreta presenza delle forze dell'ordine. Non è molto. Abbiamo seguito il progetto di finanziamento della costruzione della caserma. Lo Stato ha finanziato 1.200.000 euro ma a giudizio del progettista non sono ancora sufficienti e occorrono altre fonti di finanziamento. Altro problema che abbiamo molto seguito è quello della sistemazione degli spazi adiacenti e sottostanti al viadotto ferroviario che attraversa il centro del paese. Che costituisce un autentico sconcio ambientale e che le Ferrovie ancora non si decidono a eliminare nonostante i molti impegni sottoscritti. C'è poi la lotta all'evasione iniziata con nuovi accertamenti I.C.I. e altre tasse comunali che per l'anno 2002 dovranno portare nelle casse comunali circa un milione di euro». – Si è tanto parlato di ripristino delle regole. Come e dove è stato possibile intervenire? «All'interno del Comune, prima di tutto facendo rispettare ai dipendenti l'orario di lavoro, effettuando gli avvicendamenti ai vertici della struttura. All'esterno facendo rispettare la segnaletica stradale, l'accertamento dei passi carrabili, la disciplina dei campi da tennis etc. insomma il ripristino normale della legalità». – A suo giudizio ci sono urgenze da affrontare per il decollo del paese? «Proseguire senza mollare per il rispetto dell'ordine e della legalità. Investire subito nella formazione dei quadri dirigenti e intermedi e sistemazione del precariato. Infine, ma non meno urgente, rilanciare il turismo puntando sulla bella fascia litoranea e sulle Terme. Prima di ogni cosa occorre ripristinare i collegamenti con Barcellona interrotti alla foce del torrente Patri e la sistemazione di tutta la fascia costiera creando le necessarie infrastrutture». Alla vigilia delle prossime elezioni, dunque, alcuni piccoli e grandi problemi restano insoluti. Fuori dal portone un capannello di curiosi commenta amaramente come lo scioglimento degli organi istituzionali comunali, voluto dal Consiglio dei Ministri, finora non abbia prodotto quella svolta per la quale era stato deliberato, ha solo alimentato gli intrighi e gli scontri tra i politici che di tutto si occupano tranne del bene comune. [Salvatore Emilio Papa]
(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud in data 7/11/2007)
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