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Ristabilire la Legalità e la Democrazia |
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Lunedì 28 Maggio 2007 00:00 |
Comunità, Maggio/Giugno 2007
E’ passato quasi un anno e mezzo dallo scioglimento del Consiglio e della Amministrazione comunale per infiltrazione mafiosa. A proposito, ha capito, concretamente, i fatti che hanno portato a questa decisione?
I fatti, purtroppo sono tristemente noti e sono gli stessi fatti che il mio partito da anni ha portato all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni. E sono chiaramente elencati nel decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica del 23/12/2005 nel quale si fa espresso riferimento alla sussistenza di fattori di inquinamento dell’azione amministrativa dell’Ente a causa dell’influenza della criminalità organizzata fortemente radicata sul territorio, che ha favorito soggetti direttamente o indirettamente collegati all’ambiente malavitoso.
Il decreto indica in maniera puntuale la presenza di una fitta rete di frequentazioni di alcuni amministratori e dipendenti comunali con soggetti gravitanti nell’ambito della criminalità organizzata e soprattutto denuncia una gestione amministrativa fortemente caratterizzata da irregolarità, incongruenze ed anomalie in materia di appalti pubblici, tutela del territorio, erogazione di contributi etc.
Tutto questo ha portato a pesanti condizionamenti dell’azione amministrativa e ad un uso indiscriminato del territorio a vantaggio di pochi, che ha causato uno scempio ambientale, al punto da classificare il nostro territorio, secondo i dati del Ministero della Sanità, come uno dei paesi più degradati ed inquinati d’Italia.
Gli stessi fatti sono ben elencati nella relazione della commissione Nazionale antimafia del 2005; lo stesso presidente, pro tempore, Sen. Centaro a proposito del binomio mafia-politica e delle infiltrazioni della criminalità organizzata nella politica ha dichiarato alla stampa (Gazzetta del Sud, 9 giugno 2005) che in vari procedimenti giudiziari in Provincia erano coinvolti amministratori comunali indicando espressamente tra i Comuni interessati a tali fenomeni anche Terme Vigliatore.
L’ex ministro Castelli ad una interrogazione parlamentare da parte dell’on. Vendola su fatti e intrecci riguardanti il comune di Terme Vigliatore ha cosi’ risposto: “La descrizione della lunga e complessa vicenda è da sé atta ad indicare quale sia il livello di illegalità nella zona…” Tutto questo e tanto altro ancora è scritto in maniera chiara ed inequivocabile nella relazione commissariale che ha accompagnato il decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica.
In questa relazione, costituita da centinaia di pagine è illustrato tutto lo scenario sul quale si sono mossi i protagonisti della vicenda .Ci sono i nomi, i personaggi e il ruolo che ciascuno ha recitato in ogni singola scena. Io credo che ogni cittadino che abbia senso civico a Terme Vigliatore, debba possedere una copia di questa relazione per studiarsela attentamente in modo da rendersi conto fino a che punto si è potuto spingere il degrado istituzionale ed il livello di illegalità nel nostro paese e, dovrebbe adoperarsi affinchè quello che è successo non avvenga più. Per finire voglio ricordare che a questo decreto di scioglimento è stato presentato ricorso presso il TAR di Catania che è stato puntualmente respinto.
Un anno e mezzo dallo scioglimento, un anno e mezzo di commissariamento. Come giudica l’operato dei commissari?
Come partito abbiamo incontrato ufficialmente la commissione straordinaria ben quattro volte dalla data di insediamento e abbiamo rappresentato la necessità e l’urgenza di affrontare i problemi più pressanti che interessavano i cittadini. Possiamo dire che ci sono luci ed ombre sull’operato della Commissione.
Preso atto del grave degrado istituzionale e del disastro economico finanziario che i commissari si sono trovati di fronte , bisogna riconoscere un certo impegno nell’aver portato avanti azioni amministrative indirizzate al ripristino delle condizioni minime di legalità. Voglio citare per esempio l’annullamento delle autorizzazioni per la realizzazione dell’area artigianale, che aldilà delle sane intenzioni di molti dei soci interessati, poteva rappresentare, se portato avanti in quelle forme, un danno erariale di proporzioni gigantesche per il Comune.
E poi ancora il giusto annullamento di alcune lottizzazioni realizzate in maniera irregolare, in violazione delle più elementari leggi urbanistiche; la revoca di alcuni incarichi a professionisti in situazione di incompatibilità; importanti segnali nella lotta all’evasione dei tributi etc.
Non ci ha convinto, invece, il mancato intervento della Commissione per la sospensione cautelativa, almeno dall’incarico direttivo, di quei funzionari e dipendenti comunali condannati e/o indagati per fatti legati direttamente alle vicende dello scioglimento del Consiglio Comunale.
Rimproveriamo inoltre una non sufficiente determinazione nella risoluzione di alcuni problemi; primo fra tutti il mancato ripristino della caserma dei carabinieri; il presidio momentaneo all’interno del palazzo Municipale (che noi DS abbiamo fortemente sollecitato appellandoci anche al Presidente Napolitano) non puo’ essere una soluzione in una realtà come la nostra.
Per non parlare delle vicende che riguardano il tracciato ferroviario assolutamente in fase di stallo, ragion per cui continuiamo a tenerci lo scempio di un cantiere aperto nel cuore del paese. E poi ancora la questione della sicurezza degli edifici scolastici, il lungomare Marchesana, lo squallore del palazzo municipale il degrado di piazze, strade, impianti, servizi e tanto altro ancora dove si poteva intervenire, e non lo si è fatto, anche con i pochi mezzi disponibili, anche in modo simbolico, dimostrando quantomeno attenzione per i cittadini.
Al di là dell’operato dei commissari, è tempo di ripristinare la legalità e la democrazia nel nostro Comune. Quale strategia e quali decisioni intraprendere?
Mi fa piacere, caro direttore, che lei convenga sul fatto, peraltro ufficializzato da un decreto del Presidente della Repubblica, che ci sia stato un deficit di legalità e di democrazia nel nostro Comune. Parecchi, immaginiamo quelli direttamente o indirettamente coinvolti, si ostinano ancora ad affermare che lo scioglimento del Consiglio Comunale e la rimozione degli Organi Amministrativi sia stato frutto di strumentalizzazioni di una parte politica ( i Democratici di Sinistra per intenderci) e del suo leader che risponde al nome di Adolfo Parmaliana. Se i cittadini e la classe politica superstite prendono atto dell’emergenza che ha portato a questo stato di cose nel nostro paese, non ci vuole molto a voltare pagina e ricominciare. E non si puo’ che ricominciare dal rispetto delle regole della democrazia e della civile convivenza.
Verso le elezioni. Quali dovrebbero essere, secondo lei, i requisiti delle liste e dei candidati, sia a sindaco che a consigliere comunale, che dimostrino un reale cambiamento rispetto al passato?
Il passato è condizionamento della criminalità organizzata, illegalità diffusa, sperpero di danaro pubblico, distruzione del territorio e dell’ambiente, assenza di progettualità, inefficienza ed incapacità amministrativa , degrado assoluto, consociativismo.
E’ bene ricordare che qualche settimana prima del decreto di scioglimento del Consiglio Comunale e della rimozione degli Organi Amministrativi è stata varata un giunta di salute pubblica; tutti dentro tranne Alleanza Nazionale nel tentativo disperato di sorreggersi l’un l’altro prima di andare a fondo.
Noi ci auguriamo che aldilà dei provvedimenti giudiziari che potranno o non potranno arrivare, che non dipendono da noi, ma da un sistema giudiziario in affanno, che non riesce ad esprimere una sentenza nella stragrande maggioranza dei reati accertati, chi è stato oggetto dei provvedimenti del Presidente della Repubblica faccia un gesto di grande responsabilità; si metta da parte e dia la possibilità a questa comunità di autodeterminarsi senza condizionamenti, senza ricatti, senza false promesse, per cercare la via del risanamento e per provare a costruire un futuro per i nostri giovani.
Occorre rilanciare con forza la questione morale; chiunque si voglia occupare di politica a Terme Vigliatore come altrove, deve avere innanzitutto due grandi valori di riferimento: il senso dell’etica come modo di essere e di comportarsi, ed il rispetto della legalità come unico percorso da seguire nell’amministrazione della cosa pubblica.
La scelta piu’ importante comunque la dovranno fare i cittadini; voglio qui ricordare l’appello del Procuratore Antimafia Pietro Grasso quando dice che " ...è tempo che ciascuno di noi con determinazione , con forza ed energia concorra ad attuare una rivoluzione culturale fatta di individuali segnali di rivolta morale".
Bisogna coinvolgere le forze sane di questo paese, i tanti imprenditori onesti, gli operatori economici, i giovani , i singoli cittadini che vogliono partecipare ad un progetto di rinascita che su basi nuove punti allo sviluppo ed alla crescita economica di tutta la cittadinanza.Bisogna scegliere se stare dalla parte della legalità oppure continuare con il proprio disinteresse, con il proprio silenzio, con quella neutralità indifferente, con gli ammiccamenti con la ricerca del piccolo favore e del diritto non dovuto, a tessere quel filo sottile di complicità che da linfa alle forze della malapolitica e del malaffare.
Indichi 3 problemi, la cui soluzione, secondo lei, è prioritaria.
Terme Vigliatore è un paese da ricostruire. Chiunque vi transiti e non sia un abitante ormai assuefatto alla vista di tanto degrado, ha l’impressione di trovarsi in un paese post- terremotato. Ci sono scuole completamente inagibili e quindi chiuse, altre in parte inagibili o con agibilità limitata ad un anno, palestre chiuse perché pericolanti, il lungomare Marchesana in procinto di inabissarsi e quindi inagile;
una specie di tendone da circo distrutto (che nelle intenzioni doveva essere un tetro tenda), costato centinaia di migliaia di euro, mai utilizzato e di cui è rimasto solo lo scheletro ( peraltro pericoloso per la pubblica incolumità); un palazzo comunale indecoroso (più luogo di ricovero di ferri vecchi che casa dei cittadini); discariche a cielo aperto, nessun luogo di aggregazione per i giovani o per gli anziani e, l’elenco potrebbe continuare all’infinito.
La cosa piu’ disastrosa comunque in 12 anni di malgoverno è stata l’aver distrutto la coscienza dei cittadini, aver spento le loro aspirazioni i loro sogni, la voglia di scommettere su se stessi. In questa realtà è rimasto solo spazio per i furbi e per i prevaricatori. Chi non è stato al gioco è dovuto scappare. Provate a chiedervi dove sono i nostri giovani, i trentenni i quarantenni? Eppure in questo paese poteva esserci lavoro e benessere per tutti i cittadini.
Abbiamo un posizione geografica invidiabile, un territorio paesaggisticamente splendido, risorse e potenzialità di sviluppo enormi. Insomma questo paese poteva essere una potentissima Ferrari che invece di essere affidata ad un buon pilota per condurla alla vittoria, è stata consegnata ad uno sfasciacarrozze per farne rottami. Ora rispondo alla sua domanda e le indico i tre problemi principali da affrontare
1. Riconquistare il rapporto di fiducia con i cittadini: Bisogna riconoscere che il nostro è un paese lacerato; in giro ci sono tante macerie non solo in senso materiale, ma soprattutto nei rapporti istituzionali fra cittadino ed Ente locale.Tanti negli anni scorsi, hanno visto l’istituzione locale come un’entità distante contro la quale lottare per ottenere diritti spesso negati, a fronte di tributi che comunque bisognava pagare. Altri invece , “gli amici” , ottenevano servizi e favori spesso non dovuti e quasi sempre in danno di altri cittadini. In un caso o nell’altro nella consapevolezza del cittadino l’Ente Comune ha assunto un significato distorto; nel primo caso è stato un nemico dal quale ci si è dovuti difendere, nel secondo è stato una vacca da mungere; il “mandriano” era un amico ed era da fessi non approfittarne. Ecco perché occorre spalancare le porte del palazzo municipale ed abbattere ogni barriere per far capire a ogni cittadino che il Comune è la sua casa e chi lo rappresenta è lì per servirlo, per tutelare i suoi diritti e fa di tutto per offrirgli servizi adeguati ed una migliore qualità della vita.
2. Ristabilire la legalità e garantire la trasparenza. Lo sviluppo del comune non puo’ avvenire se non nel pieno rispetto della legalità e in condizioni di assoluta trasparenza, così da assicurare a tutti i cittadini pari opportunità. Credo che occorra anche garantire i diritti di coloro che in buona fede si sono messi nelle mani di questi avventurieri, che il buon Ciampi ha mandato a casa, e che sono stati i primi ad essere danneggiati da questa politica spregiudicata che li ha privati delle loro legittime aspirazioni. Mi riferisco agli artigiani del Consorzio Nuova Terme che non possono entrare in possesso dell’ area sulla quale avviare la loro attività, a chi è titolare di un lotto di terreno e non puo’ costruire legittimamente la sua casa; ai tanti precari del comune che sistematicamente sono stati ingannati e aspirano giustamente alla stabilizzazione del loro posto di lavoro etc.
3. Riqualificare e sviluppare il territorio. Alla luce degli ingenti investimenti della nuova proprietà del Parco Augusto e delle altre strutture alberghiere presenti, nonché delle naturali inclinazioni turistiche del territorio non vi è dubbio che bisogna intervenire con una adeguata politica di risanamento territoriale. In questo momento abbiamo alcune oasi e tutt’intorno il deserto. Occorre programmare e pianificare una serie di interventi, sfruttando ogni forma di finanziamento possibile, per creare le condizioni per il rilancio turistico del nostro comune, consapevoli, comunque, che lo stato dell’arte è rappresentato dal disastro assoluto.
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