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Inchiesta Tsunami

Durissima relazione del Prof. Parmaliana sul depuratore di Barcellona. PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Settembre 2006 00:00
«Cantoni non autorizzato»
E la condotta sottomarina è troppo corta


Barcellona P.G.

I partiti dell'Unione fanno fronte comune nella lotta per stabilire, una volta per tutte, se il nuovo impianto di depurazione di Barcellona e Terme Vigliatore, costruito con un project financing da una società che ne ha ottenuto la gestione trentennale, sia funzionale ed efficiente.

Sul depuratore esiste una inchiesta aperta già tre anni fa, le cui conclusioni tardano ad essere rese note; intanto sono le polemiche a tenere banco e i partiti dell'Unione hanno già organizzato una manifestazione che si è svolta sabato scorso, nel corso della quale il professore Adolfo Parmaliana, ordinario di Chimica industriale all'Università di Messina, ha illustrato i contenuti di una relazione sull'impianto di contrada Cantoni.

Il documento non concede sconti e si pone come base per una iniziativa legale di tipo civilistico e amministrativo, destinata a creare i presupposti per una risoluzione del contratto che lega per i prossimi 30 anni il Comune di Barcellona alla società concessionaria, "BarcellonAmbiente spa".

La relazione del prof. Adolfo Parmaliana parte dalla constatazione che il nuovo impianto, per il quale i contribuenti pagano già e pagheranno per i prossimi trent'anni un obolo di 22 centesimi per metro cubo di liquame trattato, è in atto sprovvisto di autorizzazione allo scarico.

La relativa procedura deve essere ancora definita. «Il risultato netto e tangibile di questa vicenda sono – si afferma nella relazione – la constatazione permanente di uno scarico di colore bruno che rende torbido, inguardabile e non balneabile lo specchio di mare prospiciente le contrade Cantoni, Spinesante e Marchesana e un lezzo maleodorante che rende invivibile una vasta area dei territori comunali di Barcellona e Terme Vigliatore».

Il progetto di ampliamento presentato da "BarcellonAmbiente spa" non è stato né vistato, né approvato da alcun organo tecnico o amministrativo.

«Il Comune di Barcellona – come si legge nel documento – ha chiesto all'Ispettorato regionale tecnico un parere sulla necessità dell'approvazione del progetto ai sensi della legislazione vigente.

L'Ispettorato ha fatto rilevare di non essere l'organo deputato a rilasciare pareri di natura giuridico-amministrativa. E questo aspetto è in contrasto con la legislazione in materia di opere pubbliche.

Il non aver sottoposto il progetto al necessario vaglio tecnico-amministrativo potrebbe comportare la realizzazione di un intervento di dubbia efficacia tecnica e economica».

La relazione evidenzia rilievi sulla condotta sottomarina e sulle sue dimensioni, inferiori a quelle offerte in sede di gara da altra ditta concorrente. Come sottolinea il prof. Parmaliana, «non vengono riportati i calcoli della diluizione del refluo depurato che assicura la balneabilità delle acque nella fascia di 200 metri dalla linea di costa.

Sulla base della tecnica consolidata, si rileva che la modesta lunghezza della condotta (200 m) ed il notevole carico inquinante dei reflui depurati probabilmente non consentiranno la necessaria diluizione per garantire la balneabilità del mare in prossimità della linea di costa».

La relazione critica le indicazioni del progetto che non prevedono un vero e proprio impianto di "deodorizzazione", tanto che si adotta «un approccio rudimentale, inefficace».

Crtiche anche alla scelta dei collaudatori, due architetti e un ingegnere edile, che non avrebbero alcuna competenza tecnica nel settore della tecnologia degli impianti di depurazione.

Infatti il collaudo doveva concludersi entro il 16 aprile 2005, mentre si è concluso con l'emissione del certificato di collaudo il 22 novembre 2005.

Per il ritardo nell'ultimazione dei lavori si applica una penale per ritardata consegna di 81 giorni, mentre nei fatti i lavori sono stati ultimati con un ritardo che si aggira tra i 240-300 giorni.Per il ritardo nell'ultimazione dei lavori si applica una penale.
[Leonardo Orlando]

(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud in data 21/9/2006)