Home Rassegna Stampa Depuratore ancora sotto accusa

Inchiesta Tsunami

Depuratore ancora sotto accusa PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Agosto 2006 00:00

Barcellona, i ds: «l'impianto è tecnologicamente inadeguato»

Barcellona P.G.

Depuratore sotto accusa e con esso anche le modalità di gara per l'ampliamento e il potenziamento dell'impianto di contrada Cantoni. A metterlo sul banco degli imputati, focalizzando i vari aspetti progettuali, tecnici, amministrativi e gestionali ma soprattutto le disfunzioni della stessa struttura, i consiglieri comunali Giuseppe Saija e Nino Pantano e il prof. Adolfo Parmaliana, ordinario di Chimica industriale all'Università di Messina, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri mattina nell'antisala consiliare di palazzo Longano.

Un'analisi appronfodita da parte dei rappresentanti dei Democratici di sinistra, che non hanno fatto soltanto rilievi tecnici per evidenziare il cattivo funzionamento dell'impianto, ma anche riferimenti alla gara e ai costi a carico degli utenti.

Il dott. Giuseppe Saija che ha aperto la conferenza presentando i relatori, ha evidenziato tra l'altro che oggi i cittadini di Barcellona devono sostenere una spesa annua di 1 milione e duecentomila euro, con una ditta che dovrà gestire il depuratore per circa trent'anni.

Il consigliere Nino Pantano ha lanciato accuse alla commissione consiliare di indagine che dopo tanto tempo, non è arrivata ad alcuna conclusione e, in una relazione di minoranza, manifesta alcuni dubbi sullo svolgimento della gara.

«La ditta Costruzioni Dondi spa – ha affermato Pantano – ha proposto tra l'altro di realizzare una condotta sottomarina avente una lunghezza di 587 metri più due diffusori per un importo di 40 mila euro superiore a quello dell'Ati Euroeco-Sidi che però ha presentato una proposta per una condotta sottomarina di 200 metri, quindi inferiore e meno efficace, con un diffusore. Inoltre, l'Ati ha ha avuto dalla commissione di gara 5 punti per il tempo di esecuzione dei lavori che non avrebbe dovuto superare i 180 giorni, mentre in realtà è andato ben oltre. Tutto ciò sarebbe da Procura della Repubblica».

Sul cattivo funzionamento del depuratore ha relazionato il prof. Parmaliana, per il quale l'impianto di depurazione non è adeguato tecnologicamente:

«Non è dotato di una unità di equalizzazione dei liquami, fondamentale per garantire l'omogeneizzazione dei reflui civili e industriali affluenti all'impianto; inoltre, non è stata prevista la copertura delle vasche e il convogliamento dell'aria ad un impianto di trattamento che, attraverso un lavaggio chimico a doppio stadio dell'aria aspirata, assicuri l'abbattimento totale dei gas maleodoranti».
[Franco Miano]

(Pubblicato sulla Gazzetta del Sud in data 12/8/2006)