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Inchiesta Tsunami

I DS lo avevano abbandonato PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Ottobre 2008 00:00
«Mio fratello è un martire della legalità, ha dato la sua vita per sconfiggere parte di istituzioni che deformavano la realtà e non permettevano l’affermazione della verità». Non ha dubbi Biagio Parmaliana, il fratello del professore universitario suicida a Terme Vigliatore. «Da ultimo queste istituzioni ormai infastidite dalla sua iniziativa si erano rivolte apertamente contro di lui».

Si sentiva isolato?

«Era assolutamente isolato nelle istituzioni ma anche nella politica. Il suo partito, i Ds, lo aveva da tempo abbandonato e spesso avversato apertamente. Solo l’ex presidente dell’antimafia, il senatore Lumia gli è stato vicino e anche l’eurodeputato Claudio Fava con il quale ha avuto un positivo carteggio. In un primo momento anche Fava appariva dubbioso, forse perché apparati del partito lo avevano male informato, ma poi capì chi era mio fratello».

Anche nelle istituzioni e la magistratura?

«Posso dire che non ha risposto a quella richiesta di legalità che lui reclamava. Anzi posso dire vi è stato un attacco quasi personale nei suoi confronti».

Qui sembra vi sia un intreccio stretto tra politica, criminalità e persino pezzi di istituzioni.

«Lui ha dato la sua vita per scoperchiare questo sistema di potere. Un gesto estremo e assoluto per accendere finalmente i riflettori su questo sistema. Per avere i particolari dovremo leggere quello che ci ha lasciato scritto. Per quanto mi riguarda devo dire che il Distretto ha ottimi magistrati, ma vi sono anche di sicuro soggetti che non possono certo fregiarsi di questo titolo».

Domenico Valter Rizzo - L’Unità, 5 ottobre 2008