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Inchiesta Tsunami

La Lottizzazione abusiva a Terme Vigliatore PDF Stampa E-mail
Domenica 28 Febbraio 2010 10:19

La lottizzazione abusiva a Terme Vigliatore (ME), a giudizio 35 tra ex amministratori, tecnici e proprietari: Accolte dal gup Antonino Zappalà le richieste della Procura. Sollecitato il sequestro dell’area

Si è concluso con il rinvio a giudizio di 35 persone – tra amministratori comunali e privati cittadini – il maxi procedimento giudiziario sulla lottizzazione edilizia di contrada Pizzicarì di Terme Vigliatore,

la cui concessione ritenuta illegittima e abusiva era stata votata nel luglio del 2004 dal disciolto Consiglio comunale e successivamente revocata dalla Commissione straordinaria nominata con decreto del Capo dello Stato. La stessa concessione è stata anche bocciata dal Tar che ha rigettato il ricorso dei proprietari terrieri contro l’annullamento deciso dalla Commissione ministeriale. Il rinvio a giudizio per l’udienza del prossimo 26 maggio è stato deciso ieri dopo una lunga udienza straordinaria tenutasi dinanzi al giudice Antonino Zappalà e caratterizzata anche dal rigetto di una raffica di eccezioni che tendevano soprattutto a chiedere l’esclusione dalle carte processuali di una perizia suppletiva prodotta dalla Procura dopo che nei confronti del precedente consulente è stato avviato un procedimento giudiziario per presunta falsità nella redazione della perizia sulla lottizzazione oggetto dell’inchiesta. A chiedere il rinvio a giudizio è stato il pubblico ministero Michele Martorelli che nel contempo ha chiesto il sequestro preventivo del terreno di contrada Pizzicarì finalizzato alla confisca. Sulla richiesta di sequestro il giudice si è riservato di decidere nei prossimi giorni. Lo stesso giudice ha invece prosciolto i 19 titolari della lottizzazione dall’accusa di falsità in atto pubblico per una dichiarazione sull’esistenza di una polizza fidejussoria contenuta in un atto notarile. I reati contestati sono di abuso d’ufficio in concorso e abusivismo edilizio. I 35 indagati rinviati a giudizio per il prossimo 26 maggio sono: il sindaco in carica Bartolo Cipriano, all’epoca dei fatti - il luglio del 2004 - capogruppo della maggioranza consiliare; il presidente del Consiglio comunale Domenico Munafò, all’epoca vice sindaco e contitolare della lottizzazione intestata a 19 proprietari terrieri; il sindaco dell’epoca Gennaro Nicolò, attuale assessore comunale; l’ex presidente del consiglio comunale e attuale consigliere di minoranza Giovanni Torre, il progettista della lottizzazione Vito Aliquò che allo stesso tempo ricopriva la carica di consigliere comunale; i consiglieri comunali dell’epoca Santo Buglisi, Carmelo Cicero, Domenico Mirabile, Giuseppe Molino, Claudio Giuseppe Recupero. Oltre agli amministratori che hanno approvato il piano di lottizzazione e rilasciato le relative autorizzazioni e concessioni, sono stati rinviati a giudizio i componenti dell’epoca della Commissione edilizia, lo stesso ex sindaco Nicolò, Francesco Bonomo, Francesco Buglisi, Salvatore Crisafulli, Sebastiano Mazzeo, Salvatore Settineri e Giuseppe Torre. A giudizio anche il dirigente dell’area tecnica Vincenzo Torre. Tutti sono accusati di abuso d’ufficio in concorso e per aver realizzato la lottizzazione abusiva della violazione edilizia del Dpr 380 del 2001. I titolari della lottizzazione che sono stati rinviati a giudizio, in tutto 19, sono: Giovanni Accetta, Rosalia Buglisi, Milena Buemi, Antonina Calabrò, Elena Cinzia Calabrò, Carmine Costantino, Santo Fugazzotto, Giuseppe Furnari, Francesco Ilacqua, Salvatore Ilacqua, Angela Maria Mancuso, Angelino Milici, Domenico Munafò, Angelo Ofria, Salvatore Papa, Salvatora Russo, Santa Scuderi, Angela Spinella e Filippo Neri Squadrito. L’inchiesta è stata coordinata dai sostituti Michele Martorelli e Francesco Massara che hanno contestato a tutti gli indagati “la realizzazione della lottizzazione abusiva su un’area di oltre 16 mila metri quadrati il cui piano è stato approvato in consiglio e in parte realizzato (anche con una strada abusiva non sanata), seppur privo degli allegati previsti dal regolamento edilizio, con violazione dello stesso regolamento. Gli indagati principali sono stati difesi dagli avv. Ugo Colonna, Pinuccio Calabrò, Vincenzo Mandanici, Felice Recupero, Benedetto Calpona, Rocco Bruzzese, Tommaso Calderone, Giuseppe Lo Presti.

 

Fonte: enricodigiacomo.org