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Inchiesta Tsunami

Sequestrati i terreni della maxi lottizazione PDF Stampa E-mail
Giovedì 18 Marzo 2010 11:16

Contrada Pizzicarì, sequestrati i terreni della maxi lottizzazione. Sotto inchiesta anche consulente della Procura

a cura di Leonardo Orlando

Terme Vigliatore - Il gip del Tribunale di Barcellona, Antonino Zappalà, su richiesta del sostituto procuratore Michele Martorelli, ha ordinato il sequestro giudiziario finalizzato alla successiva confisca dei terreni di contrada Pizzicarì, in territorio di Terme Vigliatore, su cui si stava realizzando una maxi lottizzazione abusiva. Il giudice ha, infatti, sciolto la riserva che si era dato nell'udienza preliminare dello scorso 27 febbraio quando per la stessa vicenda fu ordinato il rinvio a giudizio di ben 35 indagati, tra amministratori comunali, componenti della commissione edilizia comunale, tecnici e progettisti, assieme agli stessi proprietari dei terreni.

 

L'ordine di sequestro preventivo dei terreni su cui si stava per realizzare la controversa lottizzazione, già eseguito dai carabinieri della compagnia di Barcellona e della stazione di Terme Vigliatore, era stato sollecitato dal pm Michele Martorelli nella sua requisitoria finale con la quale chiedeva il rinvio a giudizio dei 35 imputati del maxi procedimento. Il sequestro della superficie è stato deciso perché la concessione della lottizzazione edilizia di contrada Pizzicarì di Terme Vigliatore è stata ritenuta illegittima e abusiva. A votare il provvedimento, nel 2004 era stato il disciolto consiglio comunale. Successivamente la concessione edilizia fu revocata dalla Commissione straordinaria nominata dal Capo dello Stato dopo lo scioglimento del Consiglio per le note ingerenze della criminalità organizzata. La stessa concessione è stata poi bocciata anche dal Tar che ha rigettato il ricorso dei proprietari terrieri. Adesso, ottenuto il sequestro, la Procura di Barcellona attende l'udienza del 26 maggio quando in aula dinanzi ai giudici dovranno comparire: il sindaco in carica Bartolo Cipriano, il presidente del Consiglio comunale Domenico Munafò, all'epoca vice sindaco e contitolare della lottizzazione cointestata a 19 proprietari terrieri; il sindaco dell'epoca Gennaro Nicolò, attuale assessore comunale; l'ex presidente del consiglio comunale e attuale consigliere di minoranza Giovanni Torre, il progettista della lottizzazione Vito Aliquò che allo stesso tempo ricopriva la carica di consigliere comunale; i consiglieri comunali dell'epoca Santo Buglisi, Carmelo Cicero, Domenico Mirabile, Giuseppe Molino, Claudio Giuseppe Recupero. Oltre agli amministratori sono stati rinviati a giudizio i componenti dell'epoca della Commissione edilizia, lo stesso ex sindaco Nicolò, Francesco Bonomo, Francesco Buglisi, Salvatore Crisafulli, Sebastiano Mazzeo, Salvatore Settineri e Giuseppe Torre e ben 19 proprietari dei terreni da lottizzare. L'inchiesta potrebbe riservare ulteriori novità perché sembrerebbe che un tecnico nominato dalla Procura come consulente d'ufficio sia finito sotto inchiesta per falso.

Fonte: Gazzetta del Sud del 18 marzo 2010