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Inchiesta Tsunami

Il Tribunale di Bologna nega la scarcerazione a Gerlando Alberti jr PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Dicembre 2010 16:56

a cura di Nuccio Anselmo

I giudici del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che prima gli avevano concesso gli arresti domiciliari, hanno rigettato la richiesta di differimento d’esecuzione della pena per motivi di salute presentata dal boss palermitano Gerlando Alberti jr, condannato in via definitiva all’ergastolo per il feroce assassinio della povera Graziella Campagna.

Resta quindi in carcere Alberti jr, i giudici dopo aver esaminato in questi mesi alcune perizie mediche hanno valutato le sue condizioni di salute compatibili con il regime carcerario a Milano-Opera. Ma la storia infinita del boss che vuole tornare a svernare a Falcone non è finita. Il 18 gennaio prossimo tecnicamente rimane ancora fissata in Cassazione la trattazione del ricorso contro l’arresto in carcere del boss. Bisognerà capire come inciderà, a gennaio, sul caso, quest’ultima decisione adottata dalla Sorveglianza di Bologna. Gerlando Alberti jr aveva ottenuto i domiciliari per motivi di salute a Bologna, ma su ricorso della Procura la Cassazione aveva annullato con rinvio allo stesso Tribunale di Sorveglianza. Nel frattempo, la Procura generale di Messina aveva disposto il ripristino dell’ordine di carcerazione ed Alberti jr era finito nuovamente in carcere dai domiciliari. Attualmente è ancora in cella. Contro questo provvedimento la difesa di Alberti jr, l’avvocato Antonello Scordo, aveva presentato ricorso considerando il provvedimento come irrituale. Quindi la Corte d’assise d’appello di Messina, riconoscendo che si trattava di un caso singolare («non si rinvengono precedenti di riferimento») aveva deciso di trasmettere gli atti alla Cassazione. Alberti jr è stato condannato all’ergastolo per essere uno degli autori, insieme a Giovanni Sutera, dell’omicidio della povera Graziella Campagna, che a 17 anni fu uccisa il 12 dicembre 1985 a Forte Campone, sui Colli Sarrizzo. La sua sola “colpa” l’aver visto un’agendina dimenticata da Alberti jr in un vestito che aveva portato nella lavanderia dove la ragazza lavorava: poteva compromettere la sua latitanza a Villafranca Tirrena.

 

Fonte: Gazzetta del Sud del 15 dicembre 2010