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Il parlamentare che abbandona l’IdV è stato citato da report di Prefettura e Carabinieri come vicino a personaggi appartenenti a clan criminali. La Alfano: “C’era da apettarsi il voltafaccia”.
Emergono particolari scottanti sul conto del parlamentare fuoriuscito dall’Italia dei Valori Domenico Scipiloti, uno dei due deputati che ha abbondanto il gruppo dipietrista perchè in disaccordo sul voto di sfiducia al governo Berlusconi, gli iper-legalisti dell’ex pm di mani Pulite prendono le distanze dal collega.
“C’ERA DA ASPETTARSELO” – Si parla di presunti legami dell’onorevole con la ’Ndrangheta. L’europarlamentare IdV Sonia Alfano è allarmata, ma non sorpresa dal cambio di casacca e da quanto emerge dalle verità scritte da Prefettura e Forze dell’ordine: “Che io non abbia mai avuto stima di Scilipoti lo sanno anche i sassi, ma quello che sta venendo fuori su questo ambiguo personaggio merita ulteriori commenti e denunce. C’era da aspettarsi un voltafaccia da parte di questo anonimo deputato visto che corteggiamenti e abboccamenti sono in atto gia’ da tempo”. Insomma, la Alfano, responsabile nazionale del dipartimento Antimafia di Italia dei valori, aveva sentore che Scilipoti custodisse qualche scheletro nell’armadio: “In perfetto stile berlusconiano – spiega l’eurodeputata – aveva presentato il 22 novembre scorso un’interrogazione parlamentare con la quale sosteneva l’ingiustizia dell’arresto dell’ex sindaco di Furnari (Me) Salvatore Lopes, che e’ Forza Italia, come il fratello Armando, attuale presidente del consorzio intercomunale Tindari-Nebrodi. Ad una manifestazione di questo consorzio ha presenziato, al fianco di Armando Lopes, il senatore condannato per mafia Marcello Dell’Utri che nell’occasione e’ stato presentato da Lopes ai sindaci della zona li’ presenti”.
COLLEGAMENTI CON LE COSCHE – Il documento che pesa come un macigno nella carriera di Scilipoti è la relazione finale prefettizia che nel 2005 – ricostruisce oggi L’Unità - chiederà e otterrà lo scioglimento del Comune di Terme Vigliatore, un piccolo centro del messinese, per infiltrazioni mafiose. Quando è stator edatto il documento Scilipoti è consigliere comunale, precedentemente era stato anche assessore al Bilancio. Ecco cosa diceva di lui la commissione presieduta dal viceprefetto Nino Contarino, dal comandante dei carabinieri di Barcellona, Domenico Cristaldi, dal dirigente del commissariato di polizia di Barcellona Pozzo di Gotto Fabio Ettaro a seguito di 2005, e dal comandante del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Messina, comandante capitano Domenico Rotella: “Collegamenti intercorsi tra Scilipoti Domenico, classe ’57, il quale ricoprirà nel 2002, seppur per breve tempo, anche l’incarico di Assessore Comunale al Bilancio nella giunta Nicolò, con personaggi appartenenti ad una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria”.
PALAZZINA CON I PERSONAGGI DEL CLAN - E’ il 1993 quando viene costruita nel comune siciliano una palazzina, in via Stabilimento. E’ di proprietà di Scilipoti. Ma non è solo. Ci sono anche Annunziato Stelitano, Lorenzo Stelitano e Giovanni Minnici, tutti medici e incensurati – riporta il Fatto Quotidiano – ma imparentati con il clan Zavatteri. Diceva un report dei Carabinieri: “I tre hanno rapporti di parentela con una delle più importanti cosche della provincia di Reggio Calabria. I carabinieri annotano che la comproprietà evidenzia “i collegamenti tra Domenico Scilipoti con personaggi appertenenti alle cosche reggine”. Una circostanza che - è bene precisarlo - non porterà a nessuna incriminazione, mai un avviso di garanzia per il deputato. Ma il giudizio sulla amministrazione di cui fa parte lascia dubbi sull’”integrità morale” degli eletti. Il documento redatto dai Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto e ripreso dalla relazione prefettizia parla chiaro: “Per anni – riportano i militari – il comune di Terme Vigliatore è stato amministrato da un gruppo di persone che si associano stabilmente al fine di procurare a se stessi, parenti e soci ingiusti vantaggi patrimoniali in danno alla Pubblica amministrazione”.
Fonte: www.giornalettismo.com |