MESSINA. Ad accordi presi, all'area Salvi la segreteria cittadina, alla Mussi quella
provinciale, arriva il terzo incomodo per l'elezione dell'erede di Tanino Santagati alla guida dei democratici di sinistra di Messina e dei centosette comuni della provincia.
A "rompere le uova nel paniere" di Tito Costa, coordinatore dell'area Mussi e papabile nuovo segretario in base agli accordi che hanno portato sul "trono"
cittadino Marcello Scurria, sarà Salvatore Chiofalo. Ex sindaco di Falcone, la candidatura di Chiofalo, proposto da una parte della mozione, che comprende compagni della provincia e provenienti dal sindacato, rischia di paralizzare la situazione.
Più fiduciosi però, si mostrano i sostenitori di Costa, che si imputano la maggioranza dei voti, l'appoggio di Claudio Fava e i sostanziali sì dell'area Salvi
e dei Fassiniani, al congresso provinciale del 21 ottobre prossimo.
Le discussioni tra i mussini, ormai, si svolgono da giorni, ma, riunione dopo riunione(l'ultima è stata pochi giorni fa), l'ago della bilancia resta continua a oscillare tra Costa e Chiofalo.
All'interno della mozione c'è anche chi propone di evitare di contarsi per comunicare ai compagni dell'area Salvi un nome che non rappresenta un totale accordo. Ancora su posizioni equidistanti, invece, il segretario
uscente, nonché assessore comunale di Messina, Tanino Santagati, che comunque sta per battere il record di durata su una poltrona che ha visto bruciati nomi su
nomi e in brevissimo tempo.
L'orientamento attendista di parte mussini, comunque,
si basa anche sui precedenti. Come l'elezione del primo segretario cittadino del partito, quando soprattutto la sinistra giovanile propose il nome dell'attuale ex
aderente al partito, Gaetano Giunta, che , pur avendo la maggioranza teorica dei voti, non riuscì a prevalere. Conclusione? Senza colpo ferire, quelli della Salvi fecero eleggere Pippo Trimarchi.
Fonte: centonove